Belgio, caccia a 10 terroristi. Indagini su una lista di 26 nomi: “Legati alle stragi di Parigi”

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Per tre giorni Bruxelles è stata chiusa per terrore. Ora riapre, dopo due vaste e clamorose retate della polizia federale che hanno portato a 21 arresti e a 17 successive scarcerazioni. Nessun arsenale è stato trovato, i due fuggitivi del Venerdì 13, Salah Abdeslam e Mohamed Abrini, sono ancora fantasmi.

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e il pericolo c’era ieri, dunque, c’è ancora oggi. “O avete sbagliato a chiudere tutto, o state sbagliando oggi a riaprire”, fanno notare le opposizioni al governo, con un ragionamento che costringe il ministro degli Esteri fiammingo Didier Reynders, a una dichiarazione avventurosa: “Ci sono in giro dieci potenziali kamikaze armati”. Parole pronunciate nella mattina della riapertura delle scuole e rapidamente corrette nel pomeriggio dal Gabinetto del ministro. Le autorità locali sono destinatarie in queste ore anche delle critiche dei colleghi francesi. Ma non è l’unico scontro di cui si ha evidenza nell’Unione Europea. Il duro colpo inflitto all’Is ha portato a galla le falle, enormi, del sistema di controllo di chi viaggia tra Italia e Grecia lungo la rotta del Mediterraneo (…) Nelle ultime 72 ore, in più tranche, le autorità francesi hanno trasmesso all’Antiterrorismo italiana una lista con 26 nomi. Persone con cognomi arabi ma passaporti europei che, in qualche modo, hanno un legame, reale o presunto, con gli attentatori di Parigi. Dalle prime verifiche effettuate, non emergerebbe alcuna evidenza, oltre al passaggio di Salah e Ahmad.

C’è un dettaglio cruciale, però, che emerge ora. E riguarda il 30enne Abrini, l’uomo che viene ripreso dalle telecamere di sorveglianza di un distributore di benzina a Ressons, due giorni prima del Venerdì 13, mentre è in compagnia di Salah. Abrini è sparito da Molenbeek il giorno dopo gli attentati, subito dopo aver ricevuto una telefonata da Salah appena rientrato in Belgio. E con Abrini, sono scomparsi la moglie e i due figli piccoli.

La Repubblica