Balo, strano tweet: era contro Seedorf?

Seedorf Balotelli

La partita del destino. Andata e ritorno con timbro. E pazienza se il gol di ieri sera è quanto di più lontano possa esserci rispetto a quello di fine ottobre. Non è il momento di fare gli schizzinosi, ma di portare a casa il poco che arriva. E Kakà, a modo suo, chiude un cerchio. La rete alla Lazio a San Siro — un bellissimo destro a giro che gli aveva scrollato di dosso in una volta sola tutti gli stenti spagnoli — è stata la prima del Ricky-bis rossonero, quella dell’Olimpico è due volte taumaturgica: solo un miracolo poteva far sbattere quel cross sulla faccia di Konko, facendolo finire in gol, e solo un miracolo poteva restituire un briciolo di serenità a Seedorf.

Segno D’altra parte Kakà nelle ultime dichiarazioni è assomigliato molto al suo allenatore. Qualche giorno fa, ad esempio, ha twittato in perfetta filosofia seedorfiana: «Nella difficoltà nasce l’opportunità. Continua a cercare». Un concetto ripetuto anche ieri dal ritiro, poco prima di scendere in campo: «In un momento di difficoltà come questo, possono nascere delle opportunità». E poi, giusto per chiarire meglio, ha aggiunto: «Mai pentito di essere tornato, le difficoltà fanno parte della vita. Il Milan sarà sempre una grande squadra». Chissà che la dinamica di questo gol non racchiuda un segno confortante per il futuro. «E’ stata una settimana molto difficile — ha detto a fine gara —, l’abbraccio con i tifosi è stato molto bello, idealmente ci siamo uniti a tutti quelli che vogliono bene al Milan. Noi giocatori siamo con Seedorf, non c’è nessuna spaccatura nello spogliatoio».

Quello strano tweet Va anche sottolineato un altro aspetto: Kakà se lo merita perché è stato uno dei pochi che in questi mesi non ha mai smesso di lottare. Anche lui si è ritrovato nella corposa lista dei sacrificati sull’altare dei dogmi tattici di Seedorf, che in pratica non l’ha quasi mai schierato al centro, chiedendogli invece la doppia fase sull’esterno. Quella dell’Olimpico è stata un’altra prova di sostanza, e forse è il ritratto più spietato di questo Milan che costringe le sue prime firme a fare il lavoro sporco perché quest’anno non ci si può permettere di combattere solo col fioretto. Un lavoro che difficilmente pagherà in chiave nazionale. Ricky ci spera, ma è dura staccare un biglietto per la Seleçao con un Milan così malridotto. Intanto, anche se quello di ieri rimarrà negli archivi come un autogol, Kakà si conferma il secondo marcatore stagionale della squadra: sette centri, otto meno di Balotelli. Che ieri ha preso il secondo palo in due partite e nel pomeriggio ha twittato: «La vita è piena di gente falsa. Non credere in nessuno. Solo nella tua famiglia». La frase è accompagnata da una mano bianca e una nera che si stringono e che finiscono a forma di pistola. Inquietante. E grande punto interrogativo: per chi era la «dedica»? Può essere legata all’esclusione dai titolari? I due milioni di follower restano in attesa di chiarimenti.

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