Al via piano di pace Onu per la Siria

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Bruxelles – Oggi la Nato ha dato il via libera all’invio di aerei e navi nel Mediterraneo orientale per rafforzare la difesa della Turchia al confine con la Siria. Lo ha reso noto il segretario generale Jens Stoltenberg aggiungendo che si tratta di una misura difensiva. “Abbiamo concordato un pacchetto di misure di sicurezza per via della situazione incerta della regione” ha detto Stoltenberg evitando qualsiasi riferimento al coinvolgimento militare russo in Siria e alle sue incursioni aeree.

Barack Obama durante una telefonata con il presidente turco Tayyip Erdogan ha reclamtato il ritiro delle truppe di Ankara dal nord nell’Iraq e il rispetto della “sovranita’ e integrita’ territoriale” del paese. Lo ha riferito la Casa Bianca in una nota. “I due leader hanno concordato sulla necessita’ di lavorare insieme sul fronte degli sforzi diplomatici tra Stati Uniti, Turchia e Iraq, per ridurre le tensioni”, riferisce la nota, e coordinare la lotta contro i terroristi dell’Isis. Il presidente americano ha dunque sottolineato “il valore del contributo turco nella campagna contro l’Isis e i due leader – prosegue la nota della Casa Bianca – hanno discusso dell’intensificazione della cooperazione sulla Siria”. E’ stata indicata la comune esigenza di “rafforzare l’opposzione moderata siriana intensificando la pressione sull’Isis…cosi’ come la necessita’ di proseguire con gli sforzi per creare le condizioni per una soluzione negoziata del conflitto”.

Intanto e’ stata aperta la strada al processo di pace in Siria. Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha adottato all’unanimita’ la risoluzione sul processo di pace in Siria, con l’avvio dei negoziati a gennaio. Un raro segnale di unita’ tra le grandi potenze su un conflitto nel quale si stima abbiano perso la vita 250.000 persone. Il testo sostiene ilcessate il fuoco in Siria non appena i rappresentanti del governo siriano e dell’opposizione abbiano compiuto i primi passi verso una transizione politica, sotto gli auspici dell’Onu.

Barack Obama, nella conferenza di fine anno – poco prima della notizia sull’adozione della risoluzione Onu – ha reclamato l’uscita di scena di Assad, “per fermare la carneficina e per consentire a tutte le parti coinvolte di andare avanti in modo non settario”. Assad, ha rincarato Obama, “ha perso legittimita’ agli occhi di una grossa fetta del paese”. Secondo il presidente Vladimir Putin, sono i siriani a dover scegliere il loro leader ma prima devono essere “eliminati” dal paese i terroristi. “Sconfiggeremo lo Stato Islamico”. Ma l’Isis “continuera a rappresentare una minaccia”, ha ribadido Obama. Gli Stati Uniti colpiranno l’Isis “piu’ duramente che mai”.

L’accordo sulla risoluzione Onu e’ avvenuto in concomitanza con il meeting a New York dell’International Syria Support Group al quale ha preso parte anche il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. L’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, Federica Mogherini, prima dei colloqui sulla Siria ha incontrato a New York il segretario generale dell’Onu Ban Ki moon e l’inviato delle Nazioni Unite Staffan de Mistura, secondo quanto reso noto dal suo staff via Twitter. “La riunione sulla Siria e’ stata difficile – ha detto la Mogherini – ma si e’ conclusa bene con l’accordo sulla necessita’ di andare avanti e dare un forte mandato all’inviato speciale dell’Onu, Staffan de Mistura, per avviare i negoziati tra i rappresentanti dell’opposizione e del regime.

AGI