4-0 all’Udinese, la decima vittoria della Juve

dybala

Neanche mezz’ora e la Dacia Arena è già una concessionaria Juventus: punizione di Dybala (15’), testa vincente di Khedira (18’), espulsione di Danilo e rigore di Dybala (26’). L’inaugurazione del nuovo stadio dell’Udinese, un po’ asimmetrico ma bello, finisce lì. Non ce n’era a uomini pari, figurarsi dopo: un bombardamento. La Juve, in gran scioltezza, si prende dunque la decima vittoria consecutiva in campionato, staccando di due punti l’Inter (e di altri due la Roma) e restando a vista del Napoli capolista. Tanto per non farsi mancare altri indizi di superiorità, Massimiliano Allegri aveva lasciato fuori Paul Pogba che, da più utilizzato della squadra (2.295), aveva bisogno di tirare il fiato in vista di un ciclo da urlo (10 partite in 42 giorni).

TANGO ARGENTINO

Primo tempo da Toda Joya, toda beleza, perché Joya sarebbe pure il soprannome di Paulo Dybala. Ancora una volta basta lui per indirizzare la partita, come era successo con il Verona: va da sé, su punzione. Alla Pirlo, nel senso di astuzia: l’argentino finta di fiondare il solito tiro a giro verso l’incrocio dei pali coperto dalla barriera, invece appena Karnezis fa un passo in quella direzione, lo fredda nell’angolo apposto. Portiere tutt’altro che impeccabile, ma in diretta si apprezza il depistaggio dell’attaccante, unito alla finta di Bonucci.

Due minuti più tardi, unico potenziale brivido per Buffon del primo tempo, quando la squadra di Allegri concede un inspiegabile contropiede all’Udinese: ma Edenilson spara sul tetto dello stadio. Gol sbagliato, gol subito, con una Juve troppo pratica e letale per farsi sfuggire anche solo le occasioni del lessico famigliare: impossibile assist di testa di Dybala lungo la linea di fondo, dormitina della difesa friulana che pensa al fuorigioco, e comodo appoggio in porta di Khedira. Due a zero dopo 18 minuti.

PRIMO TEMPO: 8 TIRI, 4 GOL

Può andare peggio per l’Udinese? Sì. Lancio millimetrico di Lichtsteiner per Mandzukic, che Danilo tampona e abbatte davanti a Karnezis: cartellino rosso e rigore. Per Dybala è una formalità: gol numero 11 in campionato, il tredicesimo stagionale. Con una giuridizione territoriale alla Tevez. Alla quaterna ci pensa Alex Sandro con un elegante tiro a giro di destro, lui che fa quasi tutto con il mancino: da applausi. Juve di un’efficacia terrificante: otto tiri, di cui sei nello specchio, e quattro gol.

RIPRESA CON GOL SBAGLIATI

Ripresa riempita con qualche gol sbagliato dalla Juve, anche se la partita era sepolta. Unica nota, il palo dell’Udinese sulla punizione di Lodi. Tutto il resto erano stati appunto tentativi bianconeri di fare cinquina e di sbloccare Morata: niente. Ora la missione più dura sarà quella di dimenticare in fretta la sbornia: mercoledì la Juve va all’Olimpico, casa Lazio, per i quarti di Coppa Italia, e domenica allo Stadium arriva la Roma.

La Stampa