Pruzzo ricorda Baresi: “Un trascinatore! Il confronto con Scirea…”

Il calcio italiano piange la scomparsa di Franco Baresi, morto nella notte all’età di 66 anni. Ad annunciarlo è stato il Milan, il club al quale l’ex difensore aveva legato tutta la propria carriera e del quale era diventato uno dei simboli più importanti.

In venti stagioni con la maglia rossonera, Baresi ha conquistato sei Scudetti e tre Coppe dei Campioni, diventando il capitano e il leader della squadra che ha segnato un’epoca del calcio europeo. Con la Nazionale ha raccolto 81 presenze, partecipato a tre Mondiali e vinto il titolo del 1982 in Spagna. Dal 1997 il Milan ha ritirato in suo onore la maglia numero 6.

La sua scomparsa arriva a pochi mesi da quella di Evaristo Beccalossi, un altro protagonista del calcio milanese degli anni Settanta e Ottanta. Due figure profondamente diverse, ma capaci di rappresentare una stagione indimenticabile della rivalità tra Milan e Inter.

Franco Baresi, l’omaggio in diretta di Roberto Pruzzo: “Un trascinatore, coinvolgeva tutta la squadra”

A ricordare Franco Baresi in diretta su Radio Radio è stato Roberto Pruzzo. L’ex attaccante ha sottolineato soprattutto la capacità del capitano rossonero di essere un esempio attraverso il proprio comportamento in campo, senza avere bisogno di molte parole.

“Non gli serviva parlare molto: dava l’esempio giocando. Aveva quella capacità di aggredire e quei piccoli passi che gli consentivano di arrivare sempre prima”, ha raccontato il Bomber.

L’ex centravanti ha quindi confrontato il modo di interpretare il ruolo di Baresi con quello di Gaetano Scirea: quest’ultimo aveva caratteristiche maggiormente da regista, mentre il capitano del Milan si era formato completamente all’interno della linea difensiva, sapendo giocare anche da marcatore puro.

“Era un trascinatore. Attraverso il suo modo di giocare coinvolgeva tutta la difesa e praticamente l’intera squadra. Con un grande maestro in panchina costruirono qualcosa che si ricorderà per sempre”, ha concluso Pruzzo.

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