Oggi parliamo di inflazione. Infatti c’è una sorpresa, cioè a giugno 2026 l’inflazione in Italia ha registrato un calo inatteso, seppure piccolo, ma comunque è scesa dal 3,2% di maggio al 3% di giugno, offrendo un segnale positivo contro le aspettative più pessimistiche.
Ma nonostante questa frenata complessiva, le famiglie italiane purtroppo continuano a subire i costi dell’inflazione, soprattutto le bollette, perché i costi dell’energia regolamentata sono in aumento del 9,3% e quelli del mercato libero del 12,9%. E mentre i prezzi dei beni alimentari e di alcuni servizi segnano qualche rallentamento, la spesa energetica drena pesantemente i redditi disponibili, limitando i consumi in altri settori. E l’inflazione di fondo ridotta all’1,6% suggerisce che la dinamica salariale non tiene il passo con l’inflazione.
La BCE e l’accanimento terapeutico sui tassi
In questo scenario la politica monetaria della Banca Centrale Europea, definendo il mantenimento di tassi di interesse sempre alti, sembra quasi che voglia avere una sorta di accanimento terapeutico che rischia di deprimere ulteriormente gli investimenti.
Eh sì, perché c’è un problema: non si può guardare soltanto alle famiglie, che ovviamente sono in difficoltà, ma bisogna pensare anche ai posti di lavoro, agli investimenti, alle industrie, alle imprese, alle piccole imprese che questi posti di lavoro, soprattutto in Italia, mantengono, difendono e aumentano.
Per cui è chiaro che, considerato il calo dei prezzi osservato anche in Francia e in Germania, è auspicabile un cambio di rotta da parte della BCE. Per dare ossigeno al credito, perché è evidente che i tassi alti significano costo del denaro più alto e quindi significa una difficoltà di approvvigionamento delle imprese a costi crescenti. Quindi da una parte l’inflazione, dall’altra i tassi alti, voi capite che è uno scenario difficile.
Consumi e investimenti: la doppia emergenza
In sintesi, pur essendo il disastro energetico meno grave del previsto, l’economia reale resta sotto pressione, rendendo sostanzialmente necessario, da un lato, un intervento a sostegno dei consumi, ma dall’altro un intervento a sostegno degli investimenti e delle piccole e medie imprese.
Anche oggi io farò consulenza ad una piccola e media impresa e questi sono gli scenari nei quali si fanno piani strategici oggi. È necessario sapere come muoversi perché se aspettiamo il mondo della politica temo che dovremo aspettare ancora a lungo.
Malvezzi Quotidiani, l’Economia Umanistica spiegata bene | Con Valerio Malvezzi










