Modello sanzioni: l’Europa si sta per auto-gambizzare in un altro settore e la Cina si frega le mani

L’industria automobilistica europea sta vivendo una crisi senza precedenti, che sta spingendo colossi come Volkswagen e Stellantis a importare e assemblare veicoli progettati in Cina per proteggere i margini di profitto. Volkswagen, alle prese con una grave crisi strutturale, sta valutando l’importazione di modelli ingegnerizzati in Cina per venderli in Europa a prezzi nettamente inferiori rispetto ai veicoli basati su piattaforme europee.

Sviluppare un’auto in Cina comporta costi inferiori del 40 o 50%, grazie a salari ridotti e catene di fornitura ottimizzate, rendendo l’operazione estremamente redditizia nonostante i dazi europei.

Da marchi storici a semplici distributori cinesi

E questa strategia, adottata anche da Stellantis, trasforma i marchi storici da innovatori industriali a semplici distributori di tecnologia altrui, quella cinese appunto. Questa evoluzione rischia di vanificare le stupide politiche di protezione doganale dell’Unione Europea, di smantellare la produzione interna.

Il costo sociale è altissimo. Questo piano di ristrutturazione comporta la perdita di oltre 100.000 posti di lavoro. Spostando l’ingegneria e il valore aggiunto a Pechino, i costruttori europei minano la propria competitività e la tenuta della classe media. La Germania, in particolare, rischia di trasformarsi in una fabbrica cacciavite, perdendo la storica identità tecnologica del Made in Germany.

Il vero nemico delle imprese italiane

Ecco, voglio approfittare di questa notizia per dirvi quello che io vedo da consulente di strategia di aziende italiane. L’altro giorno prendo in consulenza, per il primo giorno, una piccola-media impresa di altissima ingegneria, in un settore strategico italiano. Gli imprenditori mi hanno raccontato i problemi dell’Italia.

I problemi dell’Italia sono che non ci sono le strade, i problemi dell’Italia sono gli uffici comunali, i problemi dell’Italia sono gli uffici provinciali, i problemi dell’Italia sono la Guardia di Finanza: è il sistema burocratico italiano ed europeo che fa chiaramente la guerra alle imprese. Questa è la realtà che qualcuno deve avere il coraggio di dire.

Il problema dell’Italia è il fatto che ormai è normale l’assenteismo, il fatto che la gente si prenda un anno, due, e sfrutti tutti i vantaggi, diciamo, di assistenza al lavoro. Il problema dell’Italia è che si sta pensando solo più a difendere la disoccupazione invece che a non crearla. Il problema dell’Italia è che da 40 anni stiamo distruggendo il tessuto imprenditoriale, siamo contro gli imprenditori, e non è una scelta italiana, è una scelta europea.

E allora forse qualche politico dovrebbe cominciare a pensare che è una strada sbagliata. Ma per fortuna gli imprenditori ci stanno pensando da soli e fanno i propri piani strategici con me. Perché pensare che un altro vi risolva i problemi, beh, non è la scelta più intelligente.

Malvezzi Quotidiani, l’Economia Umanistica spiegata bene | Con Valerio Malvezzi