“Noi non informati sull’Iran? La Cina sul petrolio sapeva tutto 2 mesi prima” | Demostenes Floros

Qualcuno sull’Iran sapeva prima del tempo. Sapeva prima che gli Stati Uniti cominciassero ad avvertire nuovamente, dopo gli attacchi di giugno 2025, sulla presunta produzione iraniana di un’arma nucleare. Qualcuno nei 2 mesi precedenti all’intervento “preventivo” di Israele e Stati Uniti di febbraio, aveva incrementato del +15,8% il volume dell’importazione del greggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Quel qualcuno è la Cina, che già nel 2025 aveva aumentato l’importazione di petrolio a 11 milioni e mezzo di barili al giorno. Un quantitativo record che alla fine ha messo il Dragone Rosso in una posizione relativamente favorevole, rispetto ai Paesi europei, nel contesto della chiusura dello Stretto di Hormuz. Ce lo spiega in diretta Demostenes Floros, responsabile dell’area energia presso il CER – Centro Europa Ricerche.

“Non potranno che interrompere la produzione”

“Il conflitto in Medio Oriente si è sostanzialmente regionalizzato – spiega Floros – non riguarda più soltanto gli Stati Uniti e Israele da una parte e l’Iran dall’altra, ma include tutta una serie di attori in Medio Oriente che hanno la caratteristica principale di essere i principali produttori, vuoi di petrolio, vuoi di gas naturale liquefatto. Un argomento che interessa tantissimo l’Unione Europea. Il vero punto interrogativo è la durata del conflitto. Questo è il punto, a mio avviso, centrale, per un motivo molto semplice. Gli stoccaggi dei grandi produttori di greggio medio-orientale si stanno riempiendo poco alla volta. Questi stoccaggi arriveranno per l’appunto a coprire il 100%, ed evidentemente la produzione di Arabia Saudita e tutte le altre petrolmonarchie non potrà che essere interrotta”.

Da questa situazione si “salva” la Cina, che “nel corso dei 2 mesi che hanno preceduto questo conflitto, quindi gennaio e febbraio 2026, hanno incrementato le loro importazioni di greggio a un livello record“.

La mossa cinese

Mentre tra i governi occidentali è trapelata sorpresa per gli attacchi, la Cina aveva già fatto scorte di greggio. L’intelligence di Pechino ha lavorato molto bene – dice Demostenes Floros ai nostri microfoni – perché a dire la verità non solo a gennaio e febbraio si è raggiunto un livello record delle importazioni di greggio da parte della Cina, in particolar modo con fornitore la Federazione Russa. Ma addirittura noi sappiamo di milioni di barili che in questo momento sono stoccati in prossimità delle acque cinesi, che sono arrivati ancora prima. Anzi, a dire la verità, nel corso del 2025 la Cina ha aumentato i propri stoccaggi quasi di 1 milione di barili al giorno. Questo ad indicare che la Cina era profondamente consapevole della situazione di grandissima tensione in Medio Oriente che poteva da un momento all’altro scatenare quanto purtroppo stiamo vedendo in questo momento”.

L’intervista di Giorgio Bianchi.