La BCE cambia le carte e rivela la fregatura del PNRR: per l’Italia interessi a strozzo che scadranno nel 2058

Vi ricordate quando anni fa, quando si parlava di PNRR, io vi dicevo: <<Quando leggete la parola “riforme”, cambiatela e mettete “fregature” e avrete un’idea di cosa sta per succedere?>>. Ebbene, a distanza di qualche anno vi dico che vi sono dei costi occulti e soprattutto delle opacità nel PNRR che graveranno sulle finanze pubbliche per decenni. Come una spada di Damocle.

Il nostro Paese ha contratto un totale di 122,6 miliardi di prestiti. Lo ripeto, prestiti. Per chi non ha capito, prestiti. Non sono fondi perduti, sono prestiti, ok? Cioè sono finanziamenti che vanno rimborsati.

A causa dei rialzi della Banca Centrale Europea, i tassi sono passati dallo 0,3% del 2021 a oltre il 3% nel 2025. Cioè sono 10 volte di più i costi di quello che si pensava, portando la spesa per interessi a 2,85 miliardi nel 2026 e una stima di 3,4 miliardi nel 2027-2028. Complessivamente gli interessi potrebbero costare all’Italia tra i 50 e i 60 miliardi di euro fino al 2058. E questa è la prima notizia.

Svelata la fregatura del PNRR

La seconda notizia è la totale mancanza di trasparenza del Ministero italiano. Infatti il Ministero dell’Economia e delle Finanze riceve i dettagli sui costi e sulle scadenze solo pochi giorni prima dell’erogazione tramite avvisi di conferma riservati, cioè che non vengono comunicati al pubblico. La determinazione dei tassi è definita in un ginepraio burocratico regolato da complesse e sconosciute, praticamente, formule di matematica finanziaria. In conseguenza, l’apparente risparmio rispetto ai buoni del tesoro pluriennale, come io avevo previsto anni fa, sarebbe annullato da condizioni gravose, costi amministrativi e vincoli del patto di stabilità.

Lo traduco: il Piano Nazionale di Ripresa e di Resilienza ci costerà 60 miliardi solo di interessi per un’intera generazione, per 32 anni, fino al 2058. Capite? Un’intera generazione italiana sarà distrutta dagli interessi. Questa è una fregatura. Come vi dicevo, il PNRR sarebbe stato, e io affermo e ribadisco, una colossale fregatura per il Paese, per i cittadini, per i risparmiatori italiani, ed è soprattutto mancanza di trasparenza. Noi non sappiamo esattamente perché sarebbe vantaggioso. Infatti non lo è.

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