Contri: “Sanremo? Vi dico il vero motivo del perché sta facendo meno ascolti”

Il Festival di Sanremo registra un calo di ascolti e riapre una domanda che ciclicamente accompagna la kermesse: è ancora un evento capace di sorprendere o si è trasformato in un rito televisivo sempre uguale a sé stesso?
Se nelle edizioni recenti polemiche, fuori programma e ‘casi’ mediatici avevano contribuito ad accendere l’interesse, quest’anno l’impressione è che la macchina perfetta dello spettacolo abbia funzionato senza scosse. E forse è proprio questo il punto.
Ne abbiamo parlato in diretta con Alberto Contri.

Conduzione impeccabile, ma senza guizzi

Alla guida c’è Carlo Conti, professionista preciso e rassicurante, capace di tenere tutto sotto controllo senza sbavature. Una conduzione solida, quasi chirurgica. Il paragone con Pippo Baudo è inevitabile: Baudo univa mestiere e cultura musicale, improvvisazione e personalità. Conti incarna invece la perfezione formale. Ma proprio questa inappuntabilità, alla lunga, può risultare prevedibile.

Meglio lui di Amadeus? Per alcuni sì. Resta però il dubbio che il pubblico premi chi osa di più.

Immutabilità scenografica

Anche l’impianto scenico è apparso freddo e impersonale, più funzionale che emozionale. Il Festival procede come una liturgia televisiva: ben organizzata, professionale, ma senza reali scarti narrativi. Dopo pochi minuti, si ha già la sensazione di averne compreso il ritmo.

Sul fronte musicale, alcune proposte sono sembrate tradizionali, altre più moderne e tecnicamente interessanti, seppur meno legate alla melodia italiana classica. Manca però il brano destinato a dividere, a creare dibattito immediato. Ed è forse questo il nodo centrale: nelle edizioni dai grandi ascolti, gossip e polemiche avevano acceso l’attenzione. Quest’anno tutto fila liscio. Troppo liscio.

Tra le presenze in scena anche Nino Frassica, chiamato a portare leggerezza e ironia. Ma la sensazione diffusa è che, in un Festival senza scosse, anche la qualità rischi di non bastare. Il calo degli ascolti potrebbe allora non essere solo un dato numerico, ma il segnale di una necessità: sorprendere di nuovo.