La sera del 12 febbraio, nelle strade del settimo arrondissement di Lione, un giovane di 23 anni di nome Quentin è stato brutalmente aggredito. Il ragazzo è poi deceduto dopo coma farmacologico per trauma cranico grave. Si trovava lì per fare da servizio d’ordine informale a un gruppo di militanti femministe identitarie che protestavano pacificamente contro una conferenza tenuta all’interno di Sciences Po dall’eurodeputata di La France Insoumise, Rima Hassan. Secondo le testimonianze raccolte dal collettivo Némésis e da varie fonti, Quentin è stato circondato da un gruppo di una ventina di persone, presumibilmente legate alla galassia antifascista.

È caduto a terra dopo un calcio basso, per poi subire una raffica di pugni e calci alla testa mentre era già privo di difese. Ricoverato in condizioni disperate, è entrato in coma e due giorni dopo, il 14 febbraio, i medici hanno constatato la morte cerebrale irreversibile. Il caso ha subito acceso un dibattito feroce.

Le reazioni

Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez e quello della Giustizia Gérald Darmanin hanno puntato il dito contro l’ultragauche, citando in particolare la Jeune Garde – un collettivo antifascista sciolto nel 2025 ma ancora attivo tra i suoi ex membri. “L’omicidio di Quentin non è indicativo del grado di violenza nella nostra società”. Lo dice Eric Zemmour, fondatore del partito Reconquête. “Rivela solo la violenza dell’estrema sinistra dopo la rivoluzione e i comunisti. Jean-Luc Mélenchon? Era un giovane militante trotskista, conosce tutta questa storia bene quanto me. Quello che mi aspetto è che lo Stato si assuma le sue responsabilità, che arresti queste persone, le condanni, sciolga la Jeune Garde”, gruppo vicino a LFI. Il leader di La France Insoumise è stato dunque accusato di aver contribuito di aver alimentato in passato un clima di violenza.

Jean-Luc Mélenchon, in un intervento a un meeting a Montpellier, ha espresso “sbalordimento” per l’accaduto, negando legami con l’episodio e denunciando una campagna di calunnie orchestrata dalla destra. Il presidente Macron ha chiesto calma e rispetto, ricordando che nessuna idea giustifica la violenza.