Nel meeting di febbraio 2026 la Banca Centrale Europea ha mantenuto i tassi di interesse invariati per la quinta volta consecutiva.
L’obiettivo del Consiglio Direttivo è riportare stabilmente l’inflazione al 2% nel medio-lungo termine, evitando mosse premature. Come sapete, questo 2% è una sorta di feticcio inviolabile da parte della Banca Centrale Europea, che non ha alcun significato scientifico, ma rappresenta una prassi ormai consolidata. Christine Lagarde ha adottato un approccio data-dependent, cioè che dipende da come andranno le cose, monitorando attentamente inflazione, salari e crescita economica.
Inflazione in calo, ma rischi all’orizzonte
Nonostante un contesto globale difficile, l’economia europea apparirebbe resiliente, supportata da una bassa disoccupazione al 6,2%. L’inflazione è scesa all’1,7% a gennaio, ma le previsioni future restano incerte a causa, secondo loro, di dazi e tensioni geopolitiche. La forza dell’euro potrebbe continuare a frenare i prezzi, mentre l’aumento della spesa per la difesa potrebbe spingerli al rialzo.
Eh sì, perché tutto non si può toccare, ma la spesa per le armi invece si può toccare. Questa è la coerenza dell’Unione Europea, che preferisce distruggere welfare, sanità e istruzione, ma le spese per la difesa escono dalle regole di controllo. Il mercato non prevede cambiamenti nella politica monetaria per tutto il 2026.
Quando si parla di mercato, come sapete, si parla sempre del mercato azionario, non del mercato delle persone che vanno a fare la spesa per comprare il pane e il salame. Quindi, sul fronte azionario e obbligazionario, perché di questo stiamo parlando, gli esperti rimangono cauti sulle scadenze superiori ai 15 anni. Viene sottolineata l’urgenza di riforme strutturali e, quando c’è la parola riforme, io vi dico da anni: cambiatela, trasformatela in fregature e avrete l’idea di cosa sta per succedere.
Investimenti strategici e rafforzamento dell’eurozona
E investimenti strategici: qui, dato che sono un esperto di strategia civile, fortunatamente pacifica, e faccio consulenza alle imprese, quando sento parlare di investimenti strategici li assimilo a fregature, per rafforzare l’eurozona.
In sintesi, la Banca Centrale Europea sceglie la stabilità con una postura di attesa, in attesa di segnali più definitivi dai dati macroeconomici.
Malvezzi Quotidiani – L’Economia Umanistica spiegata bene con Valerio Malvezzi










