Sono state arrestate 3 persone a Torino dopo gli scontri di ieri con l’accusa di aver aggredito le forze dell’ordine. La manifestazione per il centro sociale sgomberato a dicembre, Askatasuna, è degenerata in ore di guerriglia urbana e violenza. Si registrano oltre 100 feriti per gli agenti delle forze dell’ordine e decine di feriti tra i manifestanti. Il caso che ha catturato subito l’attenzione è stato quello di Alessandro Calista, aggredito da individui incappucciati che si sono scagliati contro il 29enne a terra tirando calci e pugni, e colpendolo con un martello. Il poliziotto è stato soccorso da un collega, poi portato in ospedale, dove sono state riscontrate contusioni multiple. Dopo la visita della premier Giorgia Meloni, il poliziotto è stato dimesso con una prognosi di 20 giorni. Le immagini hanno suscitato lo sdegno della politica, senza farsi mancare però qualche polemica. Ne parliamo con Daniele Capezzone, direttore de Il Tempo.
L’analisi di Daniele Capezzone
“Bombe carta piene di chiodi, molotov, jammer per impedire le comunicazioni tra le forze dell’ordine, spranghe di ferro, scudi, occhiali di protezione, maschere antigas, caschi e anche delle catapulte per lanciare pietre enormi. Ecco questi sarebbero i pacifisti di Askatasuna. Sono curioso di sapere se qualcuno dirà che era una manifestazione pacifica però sporcata da pochi violenti, da qualche infiltrato. Voglio sentire se c’è qualcuno che ha il coraggio di dire questa cosa. Adesso il gioco è quello di dire: va bene, è successo quest’episodio però insomma va tutto bene, la destra cattiva che crea questo clima, non strumentalizziamo…ma qua è il momento delle maniere forti affinché non si ripeta più una cosa di questo genere. Per questo ho due proposte”.
“Noi abbiamo due buchi neri: i sindaci, perché va bene prendersela con quel folcloristico personaggio di AVS che era nel corteo, una specie di piccolo nuovo Salis, questo si chiama Marco Grimaldi..ma come dire, è il meno, quello è ovviamente per me politicamente indifendibile. Ma il tema sono i sindaci, perché il sindaco di Torino fino a qualche mese fa aveva dato a questi una specie di base logistica per organizzare tutto. Il sindaco di Bologna la stessa cosa. A Roma si discute: per carità, non sgomberiamoli i centri sociali, sono tanto bravi. Quindi, primo: i sindaci. Secondo: la magistratura. Che farà la magistratura a ‘sto giro?“










