“Si faccia da parte e le riconosceremo i giusti meriti”. La petizione “Lettera al presidente Lotito” è un’iniziativa dei tifosi della Lazio che corre piuttosto spedita.
Lanciata il 17 gennaio 2026 su Change.org dai giornalisti Alberto Ciapparoni e Federico Marconi, esprime da manuale il malcontento profondo per la gestione di Claudio Lotito, presidente del club da 22 anni, accusato di non permettere alla squadra di competere ai vertici e di privare i tifosi del “sogno” di trofei e fuoriclasse.
La lamentela è risaputa, ma la novità è la formula con la quale si sceglie di esprimere il noto malcontento. I promotori lamentano l’assenza di trofei da quasi 7 anni, l’acquisto di giocatori non all’altezza e scelte societarie irrispettose della storia laziale, come la gestione della memoria di Vincenzo Paparelli (ucciso nel 1979 durante un derby). Inoltre, criticano l’ostilità verso i tifosi nonostante 30.000 abbonamenti stagionali, record europeo in una fase di crisi, e l’attribuzione di colpe arbitrali ai supporter. A detta dei firmatari, la Lazio oscilla tra stagioni mediocri senza un progetto ambizioso per il vertice italiano ed europeo.
L’appello chiede a Lotito di investire per far sognare i tifosi con campioni e successi, o in alternativa di vendere la società a una proprietà più capace, come accaduto ad altri club. Evocano le parole dello stesso presidente (“tutto ha una fine”) per invitarlo a farsi da parte se incapace di un cambio di rotta, riconoscendogli meriti passati ma esigendo rispetto e investimenti cospicui nel 2026.
Superate le 30mila firme in meno di due settimane, con un tempismo che cade a fagiolo con proteste come il boicottaggio della partita contro il Genoa di venerdì 30 gennaio. Figure come Alessandro Di Battista e Riccardo Cucchi l’hanno firmata e sostenuta pubblicamente, amplificando il dissenso trasversale tra i laziali.
“E’ stata firmata anche dal braccio destro di Musk in Italia”, riferisce Alberto Ciapparoni, ideatore della petizione, a Radio Radio lo Sport.
Petizione che, in combutta con uno stadio presumibilmente vuoto, dà ancor più forza ai critici del presidente: “Dopo 22 anni di questo tipo, lasciare da sola l’attuale conduzione societaria è un’opzione che ci sentiamo di condividere”.
Nel video l’intervista a Radio Radio lo Sport.











