All’Olimpico si è vista una squadra spenta, fragile mentalmente prima ancora che tatticamente, incapace di reagire e lontana dall’identità costruita negli anni da Maurizio Sarri. Una Lazio che non trasmette più certezze, né a chi la guarda né, probabilmente, a chi la allena.
Ma il segnale più forte è arrivato nel dopo partita. Per la prima volta, Sarri è apparso quasi rassegnato. Non polemico, non combattivo, nemmeno provocatorio. Un atteggiamento inedito, che ha colpito più delle parole stesse.
Lazio, il botta e risposta tra Sarri e Lotito sul mercato
A rendere il quadro ancora più delicato c’è la frattura sul mercato. Nei giorni scorsi, Claudio Lotito è stato chiaro: il mercato lo decide la società, non l’allenatore. Una linea ribadita pubblicamente, senza margini di ambiguità.
Dal canto suo, Sarri ha risposto con altrettanta chiarezza, ma con toni freddi: va bene così, purché allora l’allenatore non venga più chiamato in causa sulle responsabilità. Un concetto semplice ma pesante: se le scelte non passano dal campo, anche i giudizi non possono ricadere solo su chi allena.
Il rapporto tra Lotito e Sarri, già logorato da mesi di incomprensioni e visioni divergenti, appare ora ai minimi termini.
La Lazio è arrivata a un bivio. Ricompattarsi, chiarendo ruoli, obiettivi e responsabilità, oppure continuare a navigare in un clima di tensione che rischia di trascinare tutti verso il basso.
Clamoroso scontro Melli-Vocalelli in diretta
Il tema ha infatti acceso uno scontro durissimo a Radio Radio Lo Sport, dove il confronto tra Franco Melli e Alessandro Vocalelli è rapidamente degenerato in un botta e risposta dai toni infuocati.
Melli ha puntato il dito direttamente contro Sarri, senza mezzi termini: “Per i risultati ottenuti andava messo alla porta! A parità di condizioni, mi tenevo Baroni. Sarri avvelena l’aria e mette in campo una squadra vergognosa!“.
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