Commissione Covid, l’audizione di Giovanni Frajese ▷ “MRNA trovato nel seme: sono pessime notizie”

Dall’obbligo vaccinale “per prevenire l’infezione” alla biodistribuzione dell’mRNA, l’endocrinologo del Foro Italico porta la letteratura scientifica in commissione Covid: “Ciò che presento non sono opinioni”

Una legge che chiedeva a un farmaco di fare ciò per cui non era mai stato autorizzato. Il decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, recante disposizioni urgenti per la prevenzione del contagio da SARS-CoV-2, imponeva a medici e operatori sanitari l’obbligo vaccinale proprio “per la prevenzione dell’infezione”. Da lì sarebbero arrivati il Green Pass e tutto ciò che ne è seguito. Cinque anni dopo, l’EMA chiarisce nelle risposte pubblicate in questi giorni che i vaccini Covid non sono mai stati autorizzati per prevenire la trasmissione da una persona all’altra: non nel 2020, non nel 2021, non oggi. Su questo cortocircuito si è aperta la seduta odierna della commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid di cui trovate l’estratto integrale in fondo all’articolo.

A metterlo a fuoco è Giovanni Frajese, che della commissione è membro tecnico e che per la prima volta ne è stato audito: “Rischio e beneficio sono due parole diventate in auge al tempo del Covid. Venivano usate da tutti per dire che qualunque rischio fosse minimo e il beneficio incredibilmente alto. Questa narrazione è stata ripetuta così tante volte da diventare scolpita sulla roccia, e chiunque provasse a dire qualcosa di diverso veniva ridicolizzato. Peccato che la scienza non parli per dogmi, ma per dati. Tengo a precisare che non ho conflitti di interesse con l’industria farmaceutica e non li ho mai avuti, e che le mie opinioni sono molto diverse da quelle dell’università presso cui lavoro, il Foro Italico di Roma. Ma ciò che presento non sono opinioni, e voglio che sia chiaro fin dall’inizio. Non lo erano nemmeno nel maggio del 2021, quando in Senato parlavo già del rischio di miocardite e pericardite negli adolescenti”.

Il primo beneficio promesso, quello percepito da tutti, era lo stop ai contagi: “È stata una menzogna gigantesca. La legge chiedeva la prevenzione dell’infezione, mentre l’EMA spiega molto chiaramente che questi vaccini non sono stati autorizzati per prevenire la trasmissione. Lo ha già detto Janine Small di Pfizer al Parlamento europeo, lo abbiamo detto mille volte. Forse è il caso che il governo attuale, e soprattutto quello dell’epoca, si renda conto che si tratta di una legge inadempibile. Ai cittadini italiani, e soprattutto alla mia categoria, i medici, è stato imposto di entrare in una sperimentazione, perché questo era, con un prodotto che legalmente non era in grado di fare ciò che la legge chiedeva. Se lo Stato scrive una legge a cui è impossibile ottemperare, il problema ricade sullo Stato stesso. La legge era sbagliata, è stata scritta sbagliata ed è rimasta sbagliata. Prima o poi qualcuno dovrà renderne conto”.

Più dosi, più contagi

I dati raccontano anzi l’esatto contrario: “Lo studio della Cleveland Clinic, condotto sul personale della clinica seguito nel tempo, è il più affidabile possibile perché fatto sul campo reale, non su proiezioni. La linea più bassa, quella dei non vaccinati, indica la probabilità più bassa di infettarsi. Sopra ci sono una dose, due dosi e così via: più aumentavano le dosi, maggiore era la probabilità di essere infettati. Chi aveva fatto tre o più vaccinazioni aveva un rischio di prendere il Covid del 353% rispetto a chi non si era vaccinato. Questi sono dati scientifici, al di là della fantascienza che ci è stata raccontata”.

Giovanni Frajese durante l’audizione in Commissione Covid

Poi c’è il celebre 95% di efficacia contro i sintomi, l’endpoint degli studi Pfizer e Moderna: “Uno studio pubblicato su The Lancet si intitola COVID-19 vaccine efficacy and effectiveness: the elephant (not) in the room. Quel 95% era relativo al placebo. Ve lo spiego in modo semplice: se vaccino 100 persone e una prende il Covid, mentre nel gruppo di 100 non vaccinati lo prendono in due, in termini assoluti la differenza è inferiore all’1%. Ma se faccio il rapporto tra uno e due, quel numero improvvisamente diventa enorme. È tecnicamente corretto, ma mostra solo una parte della questione. L’efficacia assoluta, quella che doveva interessare il governo e il ministero della Salute, per Pfizer-BioNTech era dello 0,84%. Ve lo ripeto: sotto l’1%. Se avessero detto agli italiani di vaccinarsi per avere l’1% di probabilità in meno di prendere il Covid, qualcuno l’avrebbe fatto? No. E allora spariamo un 95%. Ma il Covid lo avete preso da vaccinati? Sì. Avete avuto i sintomi? Sì. E dov’era quel 95%? È una menzogna. Montaigne ce l’aveva detto: la menzogna prende l’ascensore, la verità prende le scale. Ci mette tanto tempo, fa grande fatica, ma alla fine arriva”.

Una verità che per anni è rimasta lontana da tv e giornali: “Fare lo struzzo non serve a nessuno, soprattutto alle persone che stanno soffrendo per il vaccino. Io ne ho viste a centinaia, a migliaia in questi anni. Sono lasciate completamente a sé stesse e, senza conoscere nemmeno il meccanismo di danno di questi prodotti, non possiamo aiutarle fino in fondo. È una ferita ancora aperta nel mio cuore”.

Morti improvvise e booster da due mesi

Il segnale c’era fin dalla sperimentazione originale: “Il 31 agosto 2026 la European Society of Medicine ha pubblicato una ricerca dal titolo Morte improvvisa inaspettata nella sperimentazione Pfizer: un fallimento della farmacovigilanza. Lo dico subito, i numeri sono estremamente piccoli su 40.000 partecipanti. Ma nel gruppo dei vaccinati ci sono state 10 morti improvvise, nel gruppo placebo 5. Se usassimo lo stesso metro dell’efficacia relativa, potrei dire che qui l’efficacia è del -100%. Non lo dico io, è pubblicato in letteratura e riguarda il trial originale. Guardare i dati con un po’ più di attenzione non è stato fatto allora e continua a non essere fatto oggi. Io, prima del Covid, una morte improvvisa nella mia cerchia non l’avevo mai conosciuta. Ho perso tre persone della mia età in questo modo. Mi dicono che è sempre successo: a me prima non era mai capitato”.

Lo stesso vale per i richiami: “Uno studio del CDC americano sul personale sanitario dell’esercito degli Stati Uniti, un dato estremamente solido, ha valutato il vaccino bivalente a mRNA in persone che avevano già ricevuto da due a quattro dosi. La protezione iniziale era del 55%, praticamente il lancio di una moneta, e dopo due mesi scendeva al 20%. Che senso logico ha fare un booster che mi protegge per due mesi, ammesso che lo faccia? Eppure nell’articolo c’è scritto che è molto importante vaccinarsi con l’ultima dose. È un controsenso logico che è ora di rompere. Le responsabilità devono prendersele coloro che hanno detto che era sicuro ed efficace e che ancora oggi vanno in televisione a ripeterlo, mentre noi, come il resto d’Europa, continuiamo a spendere miliardi ogni anno per acquistare questi prodotti”.

Non resta nel braccio

Il cuore del problema, per Frajese, è dove va a finire il prodotto una volta iniettato: “Il modello ufficiale dice ancora oggi che resta nel sito di iniezione, passa un po’ nei linfonodi, l’mRNA si degrada in pochi giorni e le nanoparticelle lipidiche spariscono molto velocemente. I dati raccontano qualcosa di molto diverso fin dall’inizio. Gli studi Pfizer sui topi mostrano che finisce moltissimo nel fegato, ma anche nel cuore e nel cervello. Qualcuno dirà che nel cuore arriva solo lo 0,084% della dose.
Sì, ma parliamo di 48 ore e non sappiamo cosa succede dopo. Chiunque abbia studiato quel documento, come ho fatto io nel 2021, sapeva perfettamente che andava a finire dappertutto. Ed è questo l’elemento chiave per capire perché questi prodotti diano così tanti effetti collaterali: se resta nel braccio, non si capisce come possa arrivare nel cuore a causare pericarditi e miocarditi, né perché finisca nelle ovaie. Lo dissi cinque anni fa in Senato: va nelle ovaie, volete darlo ai bambini? Senza aver studiato genotossicità e cancerogenicità, cosa che ancora oggi non è stata fatta e che grida vendetta”.

Moderna non fa eccezione: “Il loro studio, con misurazioni fino a 120 ore, mostra che il prodotto va in giro e finisce soprattutto nella milza, nei linfonodi e nel fegato, che è il filtro del corpo, e da lì nel cuore, nei polmoni, negli occhi, nei testicoli e nel cervello. Hanno usato solo ratti maschi, sarà una strana coincidenza. Così uno ci ha detto che va nelle ovaie e l’altro che va nei testicoli. Nel 2026 uno studio su Nucleic Acids, firmato da ricercatori che lavorano per Moderna, ci tranquillizza spiegando che tra i tessuti raggiunti ci sono cervello, ovaio e midollo osseo, con un’esposizione sotto l’1%. Sotto l’1%, però intanto ci arriva. Queste domande potrete farle anche al professor Palù quando verrà qui tra un paio di giorni, chiedendogli che cosa sapessero allora, perché questi dati li avevano già in mano”.

Con una parentesi sull’origine del virus: “Il professor Palù ha firmato qualche anno fa un lavoro in cui si dice chiaramente che nella sequenza genica del virus inviata dai cinesi all’Organizzazione mondiale della sanità c’è una sequenza di 19 nucleotidi brevettata da Moderna, con una probabilità che accada per caso di uno su tre trilioni. Che cosa significa che dentro un virus scappato dal mercato di Wuhan ci sia un brevetto della società che poi ci ha venduto il vaccino? Sembra la trama di Mission: Impossible, eppure apparentemente è andata così. E ancora parliamo di pangolino e pipistrello”.

La pistola fumante

Dagli animali agli esseri umani, la sostanza non cambia: “Nel sangue umano l’mRNA intatto è stato ritrovato 15 giorni dopo la vaccinazione. Sangue significa che va dappertutto, e significa che non viene degradato in 24-48 ore. Un altro studio sulla distribuzione nel sangue delle nanoparticelle lipidiche negli esseri umani mostra che circolano in tutto il corpo: il vaccino non resta confinato nel deltoide. Poi c’è un lavoro molto disturbante, pubblicato su Annals of Case Reports da ricercatori israeliani: l’mRNA del vaccino Pfizer-BioNTech è stato trovato nel sangue, nel tessuto placentare, nello sperma e nel liquido seminale della maggior parte dei vaccinati esaminati, e in circa la metà dei campioni era ancora rilevabile a più di 200 giorni dalla vaccinazione. Lasciate che questa informazione arrivi al vostro cervello con l’importanza necessaria. Duecento giorni nel liquido seminale. Ma è sicuro ed efficace, mi raccomando”.

L’ultimo gradino è quello delle autopsie e biopsie: “Qui non si discute più. Se trovo la proteina spike nel cuore o nel cervello di una persona morta, quella è la pistola fumante. Che questi articoli siano pochi si capisce: pubblicarli richiede un coraggio infinito, perché nessuno vuole questi dati, che costituiscono un problema gigantesco. Molti medici e scienziati non li conoscono perché non li vanno a cercare, e non li cercano perché magari si sono vaccinati, hanno vaccinato i figli, hanno detto alla popolazione di farlo, soprattutto a quella infantile. Io sono sceso in campo quando il governo di allora decise che c’era la necessità oggettiva di vaccinare i bambini, una scelta vergognosa che pesa in modo indelebile sulla storia della Repubblica. Si diceva: devi proteggere tuo nonno vaccinato con tre dosi vaccinando il bambino. Ma se il vaccino funziona, dopo tre dosi il nonno è protetto: perché far entrare i bambini nella sperimentazione? Evidentemente il governo dell’epoca non è stato in grado di fare un ragionamento del genere, né di rendersi conto del rischio che comportava, e oggi ci troviamo qui”.


Fonti

  1. EMA – “COVID-19 vaccines: key facts” (sezione sulle false credenze, voce sulla trasmissione). La pagina spiega che i vaccini Covid non sono autorizzati specificamente per prevenire la trasmissione del virus da una persona all’altra.
    https://www.ema.europa.eu/en/human-regulatory-overview/public-health-threats/coronavirus-disease-covid-19/covid-19-medicines/covid-19-vaccines-key-facts
    Lettera EMA agli eurodeputati del 2023: https://www.ema.europa.eu/en/documents/other/reply-members-european-parliament-regarding-mrna-covid-19-vaccines_en.pdf europa
  2. Shrestha N.K. et al., “Effectiveness of the Coronavirus Disease 2019 (COVID-19) Bivalent Vaccine”, Open Forum Infectious Diseases, 2023 (Cleveland Clinic). Lo studio osservazionale ha seguito oltre 50.000 dipendenti della Cleveland Clinic tra settembre 2022 e marzo 2023. washingtoninformer
  3. Olliaro P., Torreele E., Vaillant M., “COVID-19 vaccine efficacy and effectiveness—the elephant (not) in the room”, The Lancet Microbe, 2021; 2(7): e279-e280. DOI: 10.1016/S2666-5247(21)00069-0
    https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9247853
  4. Michels C., Kunadhasan J., Clark E., Flowers C., “Sudden Unexpected Death in the Pfizer BNT162b2 Trial: A Pharmacovigilance Failure”, Medical Research Archives (European Society of Medicine), vol. 14, n. 8, agosto 2026. DOI: 10.18103/mra.2026.0484. Dei 38 decessi riportati nel report ad interim a sei mesi, 15 rientrano nei criteri di morte improvvisa inattesa: 10 nel gruppo vaccinato e 5 nel placebo.
    https://esmed.org/MRA/mra/authors/chris-flowers-md Substack
  5. Vaccine Effectiveness among Healthcare Personnel Study Team, “Effectiveness of a bivalent mRNA vaccine dose against symptomatic SARS-CoV-2 infection among U.S. Healthcare personnel, September 2022–May 2023”, Vaccine, 42(10), 2024, pp. 2543-2552. DOI: 10.1016/j.vaccine.2023.10.072. Le conclusioni indicano una protezione iniziale di circa il 55% contro il Covid sintomatico.
    https://stacks.cdc.gov/view/cdc/154087 nih
  6. Pfizer/BioNTech, studio di biodistribuzione sui ratti (Study 185350), documentazione regolatoria pubblicata da PHMPT. In 48 ore il marcatore radioattivo si è distribuito soprattutto a fegato, ghiandole surrenali, milza e ovaie (queste ultime fino allo 0,095%).
    https://phmpt.org/wp-content/uploads/2022/03/125742_S1_M2_26_pharmkin-written-summary.pdf phmpt
  7. ModernaTX, studio di biodistribuzione di mRNA-1647 sui ratti, a supporto di mRNA-1273. Eseguito su ratti Sprague Dawley maschi, con prelievi fino a 120 ore dopo la dose.
    https://phmpt.org/wp-content/uploads/2025/04/125752_S3_M2_26_pharmkin-tabulated-summary.pdf
    EPAR EMA di Spikevax, che menziona il passaggio in cuore, polmone, testicoli e cervello, quindi l’attraversamento della barriera ematoencefalica, seppure a livelli molto bassi:
    https://www.ema.europa.eu/en/documents/assessment-report/spikevax-previously-covid-19-vaccine-moderna-epar-public-assessment-report_en.pdf phmpteuropa
  8. Goody et al., “Biodistribution of mRNA vaccines in rats: Enrichment in injection site and lymph tissues and rapid clearance without tissue persistence”, Molecular Therapy Nucleic Acids, 37(2): 102948, maggio 2026. DOI: 10.1016/j.omtn.2026.102948. Gli autori sono di Moderna. Lo studio riporta esposizioni inferiori all’1%, rispetto al sito di iniezione, in midollo osseo, cervello, cuore, polmone, testicoli e ovaie.
    https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC13223946/ nih
  9. Ambati B.K., Varshney A., Lundstrom K., Palù G., Uhal B.D., Uversky V.N., Brufsky A.M., “MSH3 Homology and Potential Recombination Link to SARS-CoV-2 Furin Cleavage Site”, Frontiers in Virology, febbraio 2022. DOI: 10.3389/fviro.2022.834808. Palù è tra gli autori.
    https://doaj.org/article/69725fd0c98f4969a77f29fda8d21271
  10. Fertig T.E. et al., “Vaccine mRNA Can Be Detected in Blood at 15 Days Post-Vaccination”, Biomedicines, 10(7): 1538, 2022. DOI: 10.3390/biomedicines10071538
    https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9313234/
  11. Kent S.J. et al., “Blood Distribution of SARS-CoV-2 Lipid Nanoparticle mRNA Vaccine in Humans”, ACS Nano, 2024. DOI: 10.1021/acsnano.4c11652
    https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC11447892/
  12. Mordechay L. et al., “Detection of Pfizer BioNTech Messenger RNA COVID-19 Vaccine in Human Blood, Placenta and Semen”, Annals of Case Reports (Gavin Publishers), 2025. Secondo il lavoro, in circa metà delle donne esaminate l’RNA vaccinale era ancora rilevabile oltre 200 giorni dopo l’ultima dose. Il PDF archiviato si trova qui: https://web.archive.org/web/20251205172931/https://www.gavinpublishers.com/assets/articles_pdf/Detection-of-Pfizer-BioNTech-Messenger-RNA-COVID-19-Vaccine-in-Human-Blood-Placenta-and-Semen.pdf