“Interferenze russe alle elezioni”: ecco ciò che nasconde davvero l’allarme di Tajani

Il ministro Tajani, esponente di spicco del governo della destra bluette neoliberale di Giorgia Meloni, ha recentemente dichiarato che nelle prossime elezioni italiane potrebbero verificarsi interferenze russe. Si tratta, a ben vedere, di una dichiarazione platealmente demenziale, che tuttavia merita di essere presa sul serio, non tanto per quel che ci dice sulla Russia, bensì per quel che ci permette di capire sull’Italia e sul suo governo sempre più smaccatamente russofobico e genuflesso al nuovo ordine mondiale liberal atlantista.

La considerazione, se così vogliamo appellarla, di Tajani, rivela come il governo di Giorgia Meloni già stia mettendo le mani avanti in relazione a una possibile sconfitta alle prossime elezioni. Come a dire, se perderemo sarà per colpa delle interferenze russe. In realtà l’emorragia di consensi patita dal governo di Giorgia Meloni dipende principalmente dal fatto che esso ha rinnegato il proprio sedicente patriottismo per rivelarsi in toto subalterno a Washington, a Kiev, a Tel Aviv e completamente ostile all’interesse nazionale italiano che pure diceva di voler difendere.

Il governo si prepara alla sconfitta

In secondo luogo, l’agghiacciante considerazione di Tajani getta luce su come, ancora una volta, l’Italia e l’Europa si adoperino congiuntamente in ogni modo per occasionare e per propiziare la guerra contro la Russia di Putin, alimentando la tensione e la retorica russofobica. Vogliono goffamente far credere che Putin sia responsabile di ogni male nel mondo, con il solo malcelato obiettivo di indirizzare e di manipolare l’opinione pubblica in direzione del sentimento russofobico dilagante e della preparazione mentale alla nuova normalità della guerra, menzionata nei giorni scorsi dalla signora von der Leyen, la quale ha detto testualmente che questa sarà la nuova normalità per i popoli europei.

La propaganda russofobica dell’Europa in guerra

Insomma tutto quel che viene detto attualmente in occidente sulla Russia di Putin deve essere preso con le pinze, come si suol dire. Larga parte, se non la massima parte, di tutto ciò che il discorso unico politicamente corretto dell’occidente dice intorno alla Russia risponde alla logica propagandistica volta a demonizzare la Russia stessa, presentandola come il male sulla terra, come la responsabile di ogni colpa e soprattutto come in procinto di interferire con l’Europa se non di aggredirla a manu militari. Ma ormai l’hanno capito anche i bambini: è l’Europa che vuole a tutti i costi la guerra con la Russia di Putin, fingendo tuttavia che a volerla sia la Russia stessa.

Radioattività – Lampi del pensiero quotidiano con Diego Fusaro