Decine di delegazioni hanno lasciato l’aula dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel momento in cui il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha preso la parola durante l’81ª sessione dell’ONU a New York. La protesta, accompagnata da cori pro-Palestina, ha lasciato l’emiciclo mezzo vuoto.
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La reazione di Netanyahu
Il premier non ha aspettato: “Se ci sono altri codardi morali che non hanno ancora lasciato l’aula, per favore lo facciano ora”. Ha poi definito il walkout “ipocrisia sconcertante”, sostenendo che, avendo neutralizzato le capacità nucleari dell’Iran, Israele avrebbe protetto anche la sicurezza dei Paesi i cui delegati si erano appena allontanati.
I temi del discorso
- Ha definito l’accusa di genocidio “la più grande bugia del secolo”
- Ha mostrato uno dei cercapersone usati contro Hezbollah in Libano nel 2024
- Ha attaccato Francia e Regno Unito per il riconoscimento dello Stato palestinese, accusandoli di “colonialismo”
- Ha rinnovato le accuse di antisemitismo al sindaco di New York Zohran Mamdani, che ha replicato a distanza
- Ha consegnato simbolicamente un dispositivo Starlink alla delegazione iraniana, per future proteste interne
Le reazioni
La delegazione statunitense non ha partecipato al walkout. L’ambasciatore israeliano all’ONU ha parlato di una ‘messinscena’, sottolineando che la maggioranza delle delegazioni è rimasta in aula. Fuori dal Palazzo di Vetro, centinaia di manifestanti hanno protestato contro la guerra a Gaza e il sostegno militare USA a Israele.









