La co-presidente dell’AfD Alice Weidel ha ribadito la linea storica del partito su uscita dall’euro e da Schengen, chiusura delle frontiere e stretta sulle naturalizzazioni. Lo ha fatto durante un’intervista ai microfoni di Wulf Schmiese, in vista delle elezioni regionali chiave della Sassonia, previste il 6 settembre, dove il partito euroscettico si presenta con sondaggi molto favorevoli. Alternative für Deutschland punterebbe a una percentuale superiore al 40% nella regione. Anche alle nazionali, il Politbarometer mette il partito di Weidel al comando con il 27%, davanti a Merz al 22%.

Per questo Weidel si appresta a fare le prime promesse.

Sull’Euro

Durante l’intervista, Weidel ha definito l’euro una “valuta debole” e “instabile”. “La Germania stava decisamente meglio prima dell’introduzione dell’euro”, ha detto. “Assistiamo a un diffuso impoverimento di ampi strati della classe lavoratrice. E cos’altro abbiamo in più? La perdita di posti di lavoro”. Nell’intervista Weidel ha toccato anche altri fronti: immigrazione e naturalizzazioni; motori a combustione e politiche climatiche, difese in chiave anti-vincolistica; toni duri contro la CDU di Merz, mentre l’AfD resta politicamente isolata dagli altri partiti.