L’avvocato dei due poliziotti coinvolti nella morte di Fakir, Gabriele Bordoni, difende l’operato dei suoi assistiti, sostenendo che le loro scelte durante l’intervento dimostrino prudenza, trasparenza e rispetto delle procedure. Dall’uso mancato del Taser all’attivazione di una bodycam privata, fino alla ricostruzione dei momenti successivi all’immobilizzazione dell’uomo e ai chiarimenti sul cosiddetto “scudo legale”, il legale respinge le contestazioni. Uno dei punti su cui insiste è la decisione di non utilizzare il Taser, pur essendo a disposizione degli agenti. Secondo il difensore, proprio questa scelta dimostrerebbe la volontà di evitare rischi ulteriori. Bordoni: “Molte volte si sono verificati episodi che purtroppo hanno portato a conseguenze drammatiche, molto gravi, per l’uso di questo strumento”, afferma. “In questo caso specifico, viste le condizioni in cui si trovava Fakir, i miei assistenti hanno ritenuto opportuno non utilizzarla, e credo che abbiano fatto una scelta assolutamente rigorosa e intelligente”.
L’avvocato richiama poi un altro elemento che, a suo giudizio, depone a favore della correttezza dell’intervento: l’attivazione di una bodycam privata da parte di uno degli agenti. Non si trattava, spiega, della telecamera di servizio fornita dall’amministrazione, ma di un dispositivo personale. Per il legale, la decisione rispondeva a un’esigenza di tutela e di trasparenza. “Viviamo in un Paese molto tormentato, dove molte cose prendono subito una piega estrema”, osserva. “Se da un lato si deve nutrire il massimo rispetto per il dolore di una famiglia che ha perso un uomo, dall’altro si deve mantenere anche il rigore e il rispetto per chi ha eseguito un intervento e fino a prova contraria non ha fatto niente di male”.
Il difensore replica anche alle dichiarazioni dell’avvocato Fabio Anselmo, che assiste la famiglia Fakir e sostiene che dalle registrazioni audio emergerebbe come l’uomo fosse ancora in movimento mentre gli agenti si allontanavano senza prestargli soccorso.
Secondo il legale dei poliziotti: “Quando i poliziotti terminano il loro intervento, Fakir è ancora vivo”, ribadisce l’avvocato, aggiungendo che eventuali valutazioni sull’adeguatezza delle manovre di soccorso spettano esclusivamente ai medici e ai consulenti tecnici.










