Il fascicolo sulla gestione dell’emergenza sanitaria torna sotto i riflettori. Al centro dell’inchiesta della Commissione parlamentare d’inchiesta Covid c’è il maxi-appalto da 1 miliardo 251 milioni di euro, affidato nel 2020 dall’allora commissario straordinario Domenico Arcuri, nominato dal governo Conte II, a consorzi cinesi per oltre 800 milioni di mascherine, molte delle quali risultate in seguito non conformi. Le audizioni in Commissione hanno testimoniato l’assenza di controlli preliminari, mentre centinaia di aziende italiane — tra cui la JC Electronics — che offrivano dispositivi idonei a prezzi inferiori sarebbero state ignorate.
Il Tribunale di Roma ha riconosciuto a JC Electronics un risarcimento, quantificato dagli atti giudiziari in oltre 203 milioni di euro. Un procedimento penale collegato si è chiuso nel gennaio 2025 con il proscioglimento di Arcuri dopo una modifica normativa; la Corte dei Conti ha invece riaperto un fascicolo amministrativo.
Il maxi-appalto e i mediatori
A Un Giorno Speciale, la deputata Alice Buonguerrieri, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Covid, ha ricostruito i punti principali dell’inchiesta. “Il commissario straordinario Domenico Arcuri, nominato da Giuseppe Conte, ha pagato il maxi affidamento più grande della storia, parliamo di 1 miliardo e 251 milioni, a consorzi cinesi riconosciuti – che non erano neppure nelle cosiddette white list, che erano liste diramate dallo stesso governo cinese di società attendibili ed affidabili – per l’importazione di mascherine che sono state poi verificate come pericolose per la salute, finite negli ospedali, pagate il triplo, il quadruplo del prezzo di mercato, da cui sono originati oltre 200 milioni di euro per mediatori che sono vicini alla sinistra”.
“Parliamo di Benotti, Guidi, ovviamente dobbiamo far sempre nomi e cognomi perché è tutto documentato, parliamo sulla base di documenti e non di illazioni. E mediatori che hanno guadagnato su questo maxi appalto, il più grande della storia italiana, che ha importato dispositivi che hanno esposto a rischi medici, operatori sanitari, infermieri, forze dell’ordine, perché per l’appunto non erano idonee ma erano pericolose per la salute, ove un gruppo d’affari, così viene definito dalla stessa Guardia di Finanza che aveva fatto ai tempi gli accertamenti, ha lucrato. E allora è giusto che gli italiani sappiano come sono stati gestiti i loro soldi nel momento nel quale venivano rinchiusi in casa su onde di DPCM firmati da Giuseppe Conte, annunciati col favore delle tenebre la sera per il giorno dopo”.
Il ruolo dell’avvocato Di Donna
Sul filone dei mediatori, la parlamentare ha spiegato come alcuni imprenditori sarebbero venuti in contatto con lo studio legale vicino all’ex premier: “Venivano contattati da un certo legale, avvocato Luca Di Donna, collega dell’allora premier Conte, che invitava questi imprenditori all’interno dello Studio Alpa, dove lo stesso premier Conte aveva lavorato. E spendendo il nome di Giuseppe Conte, chiedeva percentuali su quelle commesse milionarie“
Le procure e le ultime audizioni
Sulle indagini rimaste ferme, Buonguerrieri ha segnalato un filone specifico: “Nessuna procura ha mai sentito la società Adaltis e la praticante di Di Donna, dottoressa Spaziani, che sono quelli che hanno pagato mezzo milione di euro di consulenze, il 10% sulle commesse affidate dalla struttura commissariale, a questo studio, ad una praticante appena laureata che non era neanche avvocato, per 2 giorni di lavoro“.
“Io credo – continua l’On. Buonguerrieri – che durante la pandemia ci sia stata la volontà politica di andare in questa direzione. Anche qui me ne assumo la responsabilità di quel che dico e lascio poi ai cittadini ovviamente ogni più ampio pensiero. Perché è stata nominata una struttura commissariale a cui sono stati dati poteri straordinari ed è stata esentata da qualsiasi tipo di controllo. Un commissario straordinario a cui Giuseppe Conte ha dato scudi penali e erariali. Addirittura abbiamo scoperto dalle ultime audizioni che neppure l’ANAC, quindi l’anticorruzione, era nella possibilità di verificare i grandi appalti che sono stati affidati in quel periodo. E capisci bene che si poteva assolutamente andare in una direzione diversa, perché l’emergenza deve ovviamente giustificare speditezza e assolutamente può giustificare normative straordinarie, ma non può annullare ogni tipo di controllo.
“Non si può pensare che si possano pagare miliardi e miliardi a consorzi cinesi o comunque ad altre società senza, con acconti dati senza controllare nulla, con saldi dati senza controllare nulla. Senza il controllo della Corte dei Conti, senza il controllo dell’anticorruzione. Ma di che cosa stiamo parlando?”
Su Conte a Quarta Repubblica
A fare luce sulle audizioni della Commissione Covid è stata una recente intervista di Nicola Porro a Giuseppe Conte, andata virale sul web. “Trovarsi di fronte – la racconta Buonguerrieri – a un ex presidente del Consiglio dei Ministri che nell’ultima trasmissione televisiva di Quarta Repubblica da Nicola Porro che non ha risposto a nulla e non ha fatto altro che insultare conduttori, giornalisti, parlamentari, governo, e si è sottratto da tutto…allora, anche qui lo dico chiaramente: o è complice e dice il falso, oppure è inadeguato al suo ruolo, perché sulle commesse, su questi appalti, su questi soldi, erano impegnati Arcuri, commissario straordinario comunque nominato da lui; aveva delegato i servizi dei quali aveva delega – perché comunque si era tenuto la delega ai servizi, e soprattutto era stato informato da un funzionario delle dogane che stava entrando quel materiale assolutamente pericoloso per la salute; era stato informato il suo sottosegretario Fraccaro alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – allora, come fa un presidente del Consiglio dei Ministri, di fronte fra le tante cose anche al maxi affidamento più grande della storia, a dire: <<Io mi occupavo della salute dei cittadini>>? E quando gli chiedi di queste mascherine inidonee, strapagate e con il maxi appalto più grande della storia, ti risponde: <<Ma io non me ne sono occupato, io non sapevo nulla>>?”.










