Alessandro Bastoni è indagato dalla Procura di Milano con l’ipotesi di reato di prostituzione minorile nell’ambito dell’inchiesta su un presunto sistema di feste ed eventi esclusivi organizzati dall’agenzia Ma.De. Milano. Secondo gli inquirenti, la società avrebbe favorito incontri tra giovani ragazze e una clientela composta da calciatori, personaggi dello spettacolo e altri clienti facoltosi.
L’indagine, coordinata dai magistrati milanesi e condotta dalla Guardia di Finanza, ruota attorno all’attività dell’agenzia riconducibile a Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, entrambi agli arresti domiciliari con accuse che comprendono lo sfruttamento della prostituzione nell’ambito di un presunto sistema organizzato. La difesa dei due, invece, sostiene che Ma.De. fosse una normale società di organizzazione eventi e che gli eventuali rapporti privati tra clienti e ragazze fossero del tutto estranei all’attività dell’agenzia.
Bastoni indagato per prostituzione minorile: la ricostruzione
La posizione del difensore dell’Inter riguarda un episodio che gli investigatori collocano nell’estate del 2020. All’epoca Bastoni aveva 21 anni, era all’inizio della sua esperienza in nerazzurro e, secondo la ricostruzione della Procura, avrebbe incontrato una ragazza di 17 anni e 8 mesi conosciuta attraverso l’agenzia. Per gli inquirenti, tra i due ci sarebbe stato un rapporto sessuale dopo una serata organizzata tramite intermediari della società.
Tra gli elementi raccolti dagli investigatori figurano alcune conversazioni estratte dai telefoni sequestrati durante le indagini. Nelle chat, riportate da diversi quotidiani, un intermediario dell’agenzia avrebbe parlato della giovane definendola esplicitamente minorenne, mentre Bastoni avrebbe chiesto informazioni sul suo atteggiamento in vista dell’incontro. I messaggi proseguono con l’organizzazione della serata, dalla cena fino al successivo trasferimento nell’abitazione del calciatore. Nella notte, sempre secondo gli atti dell’inchiesta, l’intermediario avrebbe inviato messaggi sia al difensore sia alla ragazza per assicurarsi che non vi fossero problemi. La giovane avrebbe risposto di trovarsi a casa del calciatore e di fermarsi a dormire lì. Il giorno seguente Bastoni avrebbe confermato con un breve messaggio che la serata era trascorsa senza inconvenienti.
La ricostruzione dell’accusa, tuttavia, non rappresenta l’unica versione dei fatti. La ragazza, ascoltata come testimone nel corso delle indagini, avrebbe infatti dichiarato che tra lei e Bastoni non ci sarebbe stato alcun rapporto sessuale. Nonostante questa versione, gli investigatori hanno ritenuto di inserire comunque l’episodio nel fascicolo, ritenendo che gli altri elementi raccolti meritassero ulteriori approfondimenti.
Il difensore dell’Inter respinge ogni accusa
Il difensore dell’Inter respinge ogni addebito. Attraverso il suo legale, Salvatore Scuto, ha escluso di aver mai avuto rapporti a pagamento e, soprattutto, di aver avuto rapporti con una persona sapendo che fosse minorenne. La linea difensiva insiste anche sull’assenza di qualsiasi consapevolezza circa l’età della ragazza e nega che vi sia stato un incontro di natura sessuale dietro compenso. Nei prossimi giorni Bastoni sarà ascoltato dai magistrati per fornire la propria versione dei fatti.
L’inchiesta non riguarda soltanto il difensore dell’Inter. Gli investigatori ipotizzano che il presunto sistema organizzato da Ma.De. abbia coinvolto numerose ragazze e clienti appartenenti al mondo dello sport e dello spettacolo, con eventi organizzati tra Milano e l’isola greca di Mykonos. Secondo la Procura, alcune giovani avrebbero svolto il ruolo di accompagnatrici o ragazze immagine, mentre altre sarebbero state retribuite per prestazioni sessuali.
L’indagine è ancora nella fase preliminare e la posizione di Bastoni dovrà essere valutata alla luce degli accertamenti in corso e delle spiegazioni che il calciatore fornirà agli inquirenti. Fino all’eventuale conclusione del procedimento, l’ipotesi di reato contestata dalla Procura resta un’accusa da verificare nelle sedi giudiziarie competenti.
“Un’accusa di una gravità estrema”
Sulla vicenda è intervenuto anche Stefano Agresti, vicedirettore della Gazzetta dello Sport, che a Radio Radio Mattino – Sport & News ha invitato alla prudenza. Agresti ha definito l’accusa “di una gravità estrema“, sottolineando come si tratti di “una vicenda delicatissima” sulla quale, allo stato attuale, sia prematuro esprimere giudizi.
Secondo il giornalista sarà necessario attendere gli sviluppi dell’inchiesta per chiarire quanto accaduto. Ha inoltre osservato che il caso arriva in una fase già complessa della carriera del difensore dell’Inter, aggiungendo che la situazione merita particolare attenzione.
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