«Perché si oppose alla proiezione di “Invisibili”?»: Bassetti risponde a Malan in Commissione Covid

Bassetti in commissione Covid: "Nella scienza non bisogna dare voce a tutti, ma a chi rispetta il metodo scientifico". Lo scontro con Malan sul caso del documentario "Invisibili"

In audizione davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid, l’infettivologo Matteo Bassetti è stato interrogato dal senatore Lucio Malan sul caso del documentario “Invisibili”, al centro di una polemica pubblica avviata dallo stesso Bassetti alla fine del 2022.

Il film, prodotto da Playmastermovie e diretto da Paolo Cassina in collaborazione con Alessandro Amori e Nicola Bottos, raccoglie interviste a persone che si dichiarano danneggiate dal vaccino anti-Covid insieme ad approfondimenti medici e giuridici. Il progetto è stato presentato come l’equivalente italiano dell’americano “Died Suddenly“, con l’obiettivo di mostrare testimonianze su reazioni avverse e malori improvvisi successivi alla somministrazione del vaccino.
L’iniziativa era nata da una raccolta fondi promossa da Playmastermovie, già produttrice di altri contenuti critici verso le misure pandemiche, e aveva coinvolto tra gli intervistati anche il Comitato Ascoltami, l’associazione di persone che lamentano danni da vaccino citata da Malan nella sua domanda. Quando il documentario fu programmato per la proiezione in una sede comunale a Genova, Bassetti intervenne pubblicamente per contestarne l’opportunità, scatenando un caso che si trascinò poi per mesi, con il film proiettato in decine di sale in tutta Italia a un ritmo di circa venti proiezioni a settimana e con ulteriori polemiche legate, in altre città, a dinieghi di sale pubbliche.

E’ su questo che Bassetti risponde in commissione: “Forse nella politica funziona così, cioè che bisogna dare voce a tutti. Nella scienza non bisogna dare voce a tutti. Nella scienza bisogna dare voce a chi rispetta un metodo che si chiama metodo scientifico.” Il metodo in questione, spiega, è quello della riproducibilità: “si prendono due popolazioni comparabili, una vaccinata e una no, e si verifica se negli effetti collaterali emerge una differenza statisticamente significativa”.

Sul caso specifico, Bassetti respinge la ricostruzione di una richiesta di censura: “Io non ho detto assolutamente che non andava proiettato, ho semplicemente detto al sindaco di Genova con un post fatto sui miei canali social, che era inopportuno che nella sede del Comune di Genova si desse spazio a proiettare un documentario in cui si faceva vedere unicamente una parte del lato della medaglia.
Se tu proietti un documentario dove dici che tutti sono morti di vaccino, lo proietti in un cinema. Perché devi andare a proiettarlo nella sede istituzionale del Comune di Genova?”.
A Malan, che ribatte “la scienza credo sia soprattutto dubbio e discussione”, Bassetti risponde senza giri di parole: “Noi non dobbiamo piacere, non dobbiamo essere simpatici, noi non dobbiamo prendere voti, noi dobbiamo dire alla gente se una cosa funziona, se una cosa non funziona, se una cosa va bene o se una cosa non va bene sulla base di studi scientifici”.
Per Bassetti, chi denuncia danni da vaccino in un documentario dovrebbe affiancare a quelle testimonianze un confronto con una popolazione di controllo selezionata con metodo scientifico.
“Ma non possiamo proibire ai danneggiati di dire quello che loro vedono”, replica il senatore di Fratelli d’Italia.
“Io sono un libero cittadino, giusto? Fino a prova contraria, in questo paese esiste la libertà di opinione. Per cui, nel momento in cui ho detto che io ero contrario, io non ero il sindaco, io non ero il vicesindaco, io non ero un consigliere comunale. Io ho parlato da libero cittadino”.

Seduta completa