A meno di 100 giorni dal via del Mondiale 2026, il presidente della FIFA, Gianni Infantino, si racconta in una lunga intervista al quotidiano spagnolo AS. Tra aspettative per il torneo e ricordi personali, emerge anche un dettaglio che farà sorridere i tifosi nerazzurri: il numero uno del calcio mondiale è un tifoso dell’Inter.

Il Mondiale 2026: “Sarà una festa gigantesca”

Infantino non nasconde il suo entusiasmo per la prossima Coppa del Mondo negli Stati Uniti, Canada e Messico. “Sarà una festa. La Coppa del Mondo sarà fantastica, fenomenale”, spiega il presidente FIFA, sottolineando l’entusiasmo senza precedenti che circonda la competizione.

I numeri, infatti, parlano chiaro: oltre 500 milioni di richieste di biglietti in appena quattro settimane. “Abbiamo quasi sette milioni di biglietti disponibili, ma una domanda del genere non si era mai vista nella storia della FIFA”, aggiunge Infantino.

Il Mondiale del 2026 sarà storico:

  • 48 squadre partecipanti
  • 104 partite
  • 16 città ospitanti
  • tre Paesi organizzatori

“Sarà un enorme successo. Non è solo una competizione sportiva, ma un evento sociale che il mondo intero si fermerà a guardare”, assicura il presidente.

Quando gli viene chiesto chi vede favorita, Infantino non ha dubbi: “Direi la Spagna: è prima nel ranking ed è normale aspettarsi molto da loro”.

Il dirigente FIFA ricorda anche il Mondiale per Club disputato negli Stati Uniti, definendolo un test riuscito.

“L’impatto è stato clamoroso, sia dal punto di vista economico che sportivo”, spiega. Nella finale tra Chelsea e PSG erano presenti giocatori di 16 nazionalità provenienti da cinque continenti, segno della dimensione globale del torneo.

La competizione potrebbe evolversi ancora: si parla di 32 squadre o addirittura di più, anche se la sede futura non è stata ancora decisa.

Gianni Infantino, la rivelazione: “Sono tifoso dell’Inter”

Tra ricordi e aneddoti personali arriva la confessione che colpisce i tifosi italiani.

Infantino racconta di aver iniziato a seguire il calcio da bambino e di ricordare perfettamente il Mondiale del 1982 vinto dall’Italia.

Ma soprattutto rivela il suo legame con i colori nerazzurri:
“Sono tifoso dell’Inter e uno dei miei primi idoli è stato Evaristo Beccalossi, il numero dieci che non giocò quel Mondiale”.

Tra i campioni che lo hanno segnato cita anche Alessandro Altobelli, Diego Armando Maradona e Ronaldo Nazario. Tra i più recenti, invece, menziona Lionel Messi, Cristiano Ronaldo e alcuni protagonisti della Spagna campione del mondo 2010, come Xavi e Iker Casillas, oltre agli allenatori Pep Guardiola e Vicente Del Bosque.

Infantino ha poi ribadito la linea dura della FIFA contro il razzismo. “Non c’è posto per il razzismo nel calcio e dobbiamo combatterlo con tutte le nostre forze”, ha dichiarato.

Secondo il presidente, chi si rende protagonista di episodi discriminatori deve essere espulso senza tolleranza, ma allo stesso tempo potrebbe essere utile creare spazi per scuse e percorsi di responsabilizzazione.