“La libertà di parola è morta” ▷ Blitz anti-Casapound alla Camera, la rabbia di Rossano Sasso

Negli ultimi giorni, il Parlamento italiano è stato teatro di un episodio raro e clamoroso. Alla Camera, una conferenza stampa sulla “remigrazione”, organizzata dal deputato della Lega Domenico Furgiuele con la partecipazione di esponenti di Casapound e di altri gruppi di estrema destra, è stata annullata dopo che deputati di Pd, M5S e AVS hanno occupato la sala stampa di Montecitorio, impedendo lo svolgimento dell’evento.

La decisione della presidenza della Camera, motivata da ragioni di ordine pubblico, è arrivata dopo che i parlamentari dell’opposizione avevano preso posto al tavolo dei relatori dichiarando: “I fascisti non possono entrare nelle istituzioni democratiche perché la nostra Costituzione è antifascista”. Sulla stessa linea, leader come Nicola Fratoianni, Riccardo Ricciardi, Matteo Orfini e Angelo Bonelli hanno difeso l’intervento come un atto necessario per proteggere la democrazia e la memoria antifascista.

In diretta su “LAVORI IN CORSO”, è intervenuto anche il deputato del ‘Carroccio’ Rossano Sasso, che ha commentato l’accaduto con toni duri e critici, denunciando una mancanza di rispetto per la libertà di parola.

Blitz anti-Casapound alla Camera, Rossano Sasso: “Violenza privata in Aula, questo è il vero problema”

In diretta da Montecitorio, Rossano Sasso ha commentato l’accaduto denunciando la gravità dell’interruzione e la violenza usata da parte di una trentina di deputati dell’opposizione. Secondo Sasso, il fatto che la conferenza stampa sia stata impedita “con la forza fisica” rappresenta un problema serio e un precedente pericoloso.

Sasso parte dal principio costituzionale della libertà di parola e dal regolamento della Camera, che prevede un regolare andamento dei lavori. “Nel momento in cui un parlamentare decide di fare una conferenza stampa all’interno della Camera dei Deputati e un manipolo di 30 deputati impedisce a questo parlamentare di poterla fare con una forma di violenza privata aggravata dalla consistenza numerica, siamo di fronte a qualcosa di estremamente grave”.