
La Juve chiude la League Phase di Champions League con uno 0-0 sul campo del Monaco, al termine di una gara povera di occasioni e senza grandi emozioni. Un pareggio che basta a entrambe per centrare i playoff, ma che lascia ai bianconeri più dubbi che certezze sul piano del gioco e della pericolosità offensiva.
Monaco-Juve: primo tempo noioso. Per i bianconeri, quasi al limite del “pericoloso”
Il pareggio a reti bianche con cui si chiude il primo tempo del match non racconta fino in fondo le difficoltà vissute dai bianconeri allo Stadio Louis II. Una frazione povera di occasioni, soprattutto sul fronte offensivo juventino, ma ricca di brividi nella propria metà campo.
La gara si apre infatti nel peggiore dei modi per la squadra di Spalletti. Dopo nemmeno un minuto, un errore clamoroso di Perin in fase di disimpegno spalanca la porta ad Akliouche, che si ritrova davanti allo specchio praticamente vuoto. L’attaccante del Monaco, però, spreca tutto calciando incredibilmente fuori: un regalo che tiene in vita la Juventus.
I padroni di casa prendono coraggio e continuano a spingere. Al 14’ arriva anche il gol monegasco con Balogun, bravo a superare il portiere bianconero in diagonale. L’esultanza dura poco: l’arbitro annulla immediatamente la rete per un fallo precedente su Kalulu, spinto alle spalle prima della conclusione. Decisione corretta, ma nuovo campanello d’allarme per la difesa juventina.
La Juventus fatica a costruire gioco e resta fino all’intervallo senza tiri nello specchio messi in cascina. Il primo tempo dei bianconeri è fatto più di possesso sterile che di vere occasioni, mentre dall’altra parte il Monaco continua a rendersi pericoloso soprattutto dalla distanza. Vanderson ci prova più volte: prima con una conclusione centrale respinta con i pugni da Perin, poi con un destro potente al 31’ che costringe il portiere juventino a un intervento decisivo in angolo.
Nel finale di frazione i monegaschi sfiorano ancora il vantaggio con tentativi dalla lunga distanza di Teze. L’unica vera azione prolungata dei bianconeri arriva al 42’, ma si chiude con un tiro di Openda murato facilmente, che prova a scuotere una Juventus complessivamente statica e poco incisiva.
Nella ripresa le cose non cambiano: 0-0 soporifero in quel di Monte-Carlo
La ripresa al Louis II non cambia il volto della partita. Monaco e Juventus proseguono su ritmi moderati, con tanta intensità ma pochissime vere occasioni, fino allo 0-0 finale che chiude la League Phase di Champions League e spedisce entrambe le squadre ai playoff.
Il primo squillo è dei padroni di casa: al 53’ una conclusione dalla distanza di Caio Henrique trova Perin attento e sicuro nella presa.
Con il passare dei minuti cresce soprattutto la pressione del Monaco, più continuo nel palleggio e più presente nella metà campo avversaria, anche se senza creare reali grattacapi alla retroguardia juventina. La Juventus resta compatta, ma manca di brillantezza e di soluzioni offensive, nonostante l’intensità non venga meno.
Nel tentativo di cambiare l’inerzia del match, Spalletti attinge dalla panchina e si gioca le carte Yildiz e David, inseriti per dare qualità e imprevedibilità. Le mosse, però, non producono l’effetto sperato: la manovra resta lenta e prevedibile, mentre il Monaco continua a gestire il possesso senza forzare.
Il momento di maggior pericolo per la Juventus arriva al 72’, quando Adzic perde un pallone sanguinoso in area. Balogun raccoglie e calcia subito sul palo lontano, ma la conclusione è debole e centrale, facile preda di Perin. Poco dopo, ancora il Monaco prova a sfruttare le corsie laterali con le accelerazioni di Vanderson e Bamba, ma senza precisione al momento della conclusione.
Il finale scivola via tra sostituzioni, ammonizioni e qualche fiammata isolata. Nei quattro minuti di recupero, l’ultima accelerazione è ancora di Balogun, che entra in area da sinistra ma viene chiuso con grande lucidità da Cambiaso.
Al triplice fischio è pareggio senza reti: uno 0-0 povero di emozioni, che certifica una prestazione ordinata ma poco incisiva della Juventus. Un risultato sufficiente per la qualificazione ai playoff, ma che lascia aperti più di un interrogativo sulla capacità dei bianconeri di alzare il livello nelle sfide decisive che verranno.










