Stiamo ormai assistendo, letteralmente attoniti, da mesi, a vere e proprie azioni terroristiche e di violenza inaudita da parte del cosiddetto ICE, la polizia statunitense istituita all’indomani dell’attacco alle Torri Gemelle, avvenuto tragicamente al principio del nuovo millennio. ICE sta per United States Immigration and Customs Enforcement. Fu una delle molteplici misure adottate per fronteggiare l’emergenza terroristica e poi consolidatesi in nuova normalità, come spesso accade con le misure introdotte nell’emergenza, lasciando naturalmente sorgere in tutti noi la domanda se le misure siano state adottate per fronteggiare l’emergenza o se l’emergenza sia stata dichiarata per poter introdurre le misure.
Ciò che colpisce di questo gruppo armato statunitense è la sua inaudita violenza, la sua truce efferatezza, il suo trattare i cittadini come delinquenti e, dulcis in fundo, il suo aprire il fuoco su persone inermi e spesso letteralmente disarmate, come nel recente caso agghiacciante di Alex Pretti. Il modus operandi di questa forza armata made in USA ricorda da vicino quello di bande terroristiche e gangsteristiche che agiscono al di fuori di ogni cornice legale, dispiegando una violenza inaudita senza alcun controllo e, soprattutto, senza dover rendere conto a nessuno.
Ritorna una vecchia domanda della filosofia politica: chi controllerà i controllori? O, detto altrimenti, che fare quando coloro i quali debbono far rispettare l’ordine sono i primi a sovvertirlo? Ovviamente sarebbe falso attribuire soltanto a Donald Trump la responsabilità di questa violenza efferata, considerato il fatto che, come ricordavo poc’anzi, il gruppo armato ICE esiste da diversi lustri e non è certo stato introdotto dal codino biondo che fa impazzire il mondo.
ICE | Trump come alibi e la vera natura degli Stati Uniti
Mi pare anzi che uno dei più gravi errori delle analisi critiche verso gli Stati Uniti d’America oggi riposi nel fatto che molti criticino il solo Trump, fingendo che di per sé gli Stati Uniti d’America siano un paradiso e siano stati sconvolti soltanto dalla recente presa del potere di Donald Trump. La realtà è che, con Trump o senza Trump, gli Stati Uniti d’America restano un inferno, o più precisamente una plutocrazia neoliberale finanziaria, a base imperialistica e con repressione violenta di ogni dissenso.
Sia quel che sia, le scene di ordinaria violenza a cui stiamo assistendo, con omicidi di cittadini inermi, debbono indurci a porre seriamente domande come le seguenti. Siamo davvero certi che gli Stati Uniti d’America siano la più grande democrazia del mondo, come vanno ripetendo in maniera pappagallesca gli autoproclamati professionisti dell’informazione? Siamo davvero sicuri che la monarchia del dollaro rappresenti il tempio dei diritti e della civiltà a cui tutti dovrebbero ispirarsi, o da cui tutti dovrebbero lasciarsi ridefinire con le buone o con le cattive? Francamente, ne dubitiamo in maniera fortissima.
RADIOATTIVITA’ – CON DIEGO FUSARO










