Serviva la violenza di una pandemia per strappare le vesti della sanità italiana mettendone a nudo tutti i difetti: disorganizzazione nel territorio, disuguaglianze nell’accesso alle cure e tante altre carenze sottolineate dai numerosi esperti che negli ultimi mesi hanno popolato i media.

Ma il punto che viene più contestato è la subalternità di alcuni scienziati, le cui idee e azioni sono quasi relegate ad una categoria minore rispetto ad altre ritenute maggiormente attendibili. In questo senso due testimoni d’eccezione sono i professori Giulio Tarro e Giuseppe De Donno.

Invitati ad una videoconferenza trasmessa su Facebook, i due medici hanno espresso il loro parere sull’attuale stato del virus denunciando alcuni aspetti non chiari.
In merito ad un possibile vaccino salvifico il prof. Tarro ha manifestato tutte le controindicazioni del caso portando alla luceun lavoro del Pentagono in cui si notato un aumento del 33% dei casi di Coronavirus in quei soggetti vaccinati per l’influenza“. Così Tarro definisce “fuori luogo” la decisione presa dal governatore del Lazio Nicola Zingaretti, che ha deciso di obbligare le vaccinazioni influenzali nel prossimo autunno.

Il Prof De Donno estende la critica a tutti quei Presidenti di Regione che si oppongono all’istituzione di una banca del plasma nel loro territorio. “Ogni regione deve organizzarsi per averne una o anche due. E’ assurdo che alcuni governatori si oppongono alla banca del plasma. Il plasma non ha effeti collaterali ed è più efficace di tutte le altre terapie. Io penso che un farmaco così sicuro non esiste“.

Eppure negli ambienti tecnico scientifici non la pensano allo stesso modo.
Ecco l’intervento del Prof. Tarro e del Dottor De Donno.


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