Roma ribelle? Macché.
Non è una smentita quella del Comandante della Polizia Locale Antonio Di Maggio, ma una reimpostazione del problema.
Gli assembramenti nella zona di Trastevere e più generalmente in tutta la zona del centro hanno grandemente alimentato la furia social degli italiani, ma è doveroso anche riflettere sul fatto che si sta parlando della città più grande d’Italia.

Così Di Maggio ridefinisce l’orizzonte delle restrizioni, che nel caso di Roma è ad esempio molto più vasto di Milano, pure al centro delle discussioni a causa delle folle sui Navigli.
Su questo e sui futuri provvedimenti in ambito restrittivo Stefano Molinari e Luigia Luciani hanno voluto approfondire con il comandate delle Forze dell’Ordine capitoline: ecco l’intervista ad Antonio Di Maggio.

Attività commerciali? Nei prossimi giorni faremo delle verifiche, certamente se sulla base di queste verifiche dovessero aumentare gli aspetti relativi all’epidemia e ci fosse una positività di qualche frequentatore allora è chiaro che sarebbe un problema, ma questo non penso si possa dimostrare prima di 10-15 giorni.

Noi consulteremo l’amministrazione e sulla base dei risultati che verranno nei prossimi giorni l’amministrazione potrà decidere, credo che se ne debba parlare anche con la Regione rispetto a questo problema sanitario.

Tutti quanti si aspettavano una Roma controversa, controtendenza e incasinata, in realtà non è stato così: è la città più grande d’Italia che per capirci non è paragonabile a Milano, grande come Tor Bella Monaca che io ho comandato per dieci anni, quindi capite bene che la differenza è stratosferica.

Stiamo effettuando controlli soprattutto sui litorali, Ostia in particolare e sulle strade: senza traffico si tende ad andare molto più veloci, per cui stiamo dispondendo autovelox.
Sul lungomare di Ostia tutti l’hanno visto: era molto controllato, c’eravamo noi, la Guardia di Finanza, la Polizia di Stato. E poi le persone è giusto anche che escano e si divertano, sennò così…


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