Decifrare le mosse politiche che negli ultimi mesi sta attuando Matteo Renzi, insieme al suo partito Italia Viva, è un’impresa ardua soprattutto per i non addetti ai lavori. Sin dalla nascita il Governo Conte-bis vive sotto i penultimatum, ultimatum e minacce ad opera del senatore di Firenze.

L’ultima azione finita sotto la lente d’ingrandimento è stata la posizione, dai tratti ambigui, assunta sulla sfiducia al ministro della Giustizia Bonafede. Fino all’ultimo Renzi ha tenuto un profilo basso sulla vicenda e soltanto durante la discussione in Senato ha scoperto le carte. Come in molti si aspettavano, Italia Viva ha votato contro le due mozioni di sfiducia. Ciò nonostante Renzi non ha nascosto il suo giudizio negativo sull’operato del Guardasigilli.

Come interpretare questo paradosso? Alcune risposte ha provato a darle il giornalista Pietro Salvatori in un articolo pubblicato oggi sull’Huffington Post. In esso il cronista politico descrive Renzi “affamato” di rimpasto all’interno del Governo. Per commentare quali retroscena si celano dietro le apparenze, Luigi Luciani e Stefano Molinari hanno ospitato il giornalista Pietro Salvatori.

Ecco il giudizio di Pietro Salvatori a “Lavori in Corso”.

Conte, possibile federatore tra 5 Stelle e Pd

L’intervento di Ricciardi ieri alla Camera è stato letto da un pezzo del Movimento, un po più autonomista, come un intervento studiato a tavolino anche con Conte. Tutta un’operazione che contribuisce ad un ruolo politico di Conte come federatore tra 5 Stelle e Pd”.

Tutte le manovre di Renzi

Su Renzi ci sono due fronti diversi: Governo e presidenze delle Commissioni.

Queste ultime possono influire sui lavori parlamentari decidendo cosa passa e cosa non passa, cosa mettere prima e cosa dopo. Per questo loro pensano a quattro candidati: Marattin, Boschi, Raffaella Paita e l’ultima è Lucia Annibali.

Poi c’è la partita del rimpasto di Governo. Renzi dice due cose insieme: sono interessato ai temi. Dopo di che un rimpasto di Governo vorrebbe dire aprire una situazione delicata. Non è un mistero l’ambizione di un terzo ministro, tra le Infrastrutture e l’Istruzione.

Ci sono anche dei posti di sottogoverno. Si parla di un sottosegretario alla Giustizia con il nome di Gennaro Migliore. E di un sottosegretario alle Infrastrutture sempre con la Paita.

E poi pare che ci sia stato, veramente lì, un abboccamento sulla delega ai servizi che ha in mano Conte e sarebbe facilmente affidabile. Ma si è registrata l’impossibilità di Conte.


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