Scoppia il caso Savona

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Le parole del ministro degli Affari europei Paolo Savona, che nello studio di Porta a Porta ha detto che la manovra va cambiata se lo spread sfugge, non è piaciuta ai membri del governo, creando più di una tensione nella compagine guidata da Giuseppe Conte. La famosa domanda sarcastica sulla potenza numerica della Chiesa sarebbe rimbalzata, a quanto apprende l’Adnkronos, sui cellulari di diversi ministri M5S: “quante divisioni ha Savona?“, il commento che ha infatti accompagnato i lanci di agenzia che riportavano le parole del ministro.

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Nello studio di Vespa, in una giornata nervosa sui mercati, dove lo spread ha toccato i massimi dal 2013 per poi scendere a 298 punti base con un rendimento del 3,2%, il ministro degli Affari europei ha detto: “Se ci sfugge lo spread, si deve cambiare la manovra” entro fine anno. Ma, ha affermato il ministro, “lo spread non arriva a 400, ne sono abbastanza sicuro. Vince il mercato”.

Inoltre, parlando della manovra, Savona ha detto che il provvedimento che sarà varato dal governo per il 2019 è “cauto, moderato e corretto“. “Moderato perché avremmo bisogno di andare ben oltre il 2,4% per dare una forte spinta”. Il ministro ha poi spiegato che il provvedimento è cauto perché verrà fatta una verifica ogni 3 mesi ”per vedere se le cose camminano secondo quanto noi diciamo, comprese le previsioni macroeconomiche”. Quindi, già alla fine dell’anno, sarà effettuata una valutazione.