Violenza negli stadi, la Camera a Tavecchio: soluzione spetta a voi

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Non è stata una passeggiata per Carlo Tavecchio l’audizione informale davanti alle commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia della Camera dei Deputati, che devono dare un parere sulla conversione in legge del decreto del governo su “Disposizioni urgenti in materia di contrasto a fenomeni di illegalità e violenza in occasione di manifestazioni sportive, di riconoscimento della protezione internazionale, nonché per assicurare la funzionalità del Ministero dell’interno”. Tavecchio ha dovuto giustificarsi sulle frasi sull’ormai tanto celebre quanto inesistente Optì Pobà e ha dovuto sentire varie critiche all’operato della Figc. “Davvero non c’è la possibilità di controllare cosa si porta allo stadio? Davvero non si può investire in metal detector?”, si è chiesto Francesco Paolo Sisto (Forza Italia), presidente della commissione Affari costituzionali, che ha anche dichiarato che sarebbe opportuno che le società calcistiche diffondessero cultura sportiva e cultura della legalità. E dopo l’audizione Sisto, nei corridoi del secondo piano di Montecitorio, ha detto chiaramente a Tavecchio: “Dovete essere voi a stabilire i dispositivi, a stabilire come fare”.

Il presidente della Figc è stato difeso d’ufficio da Michele Uva, il nuovo direttore generale della federazione che lo ha accompagnato, pur non prendendo la parola davanti alle commissioni. “Devono essere le leghe a sollecitare le società – ha detto Uva – la Figc è solo un “cappello” su un sistema complesso”. “Questo non c’entra – ha risposto Sisto – è sempre materia vostra. Dobbiamo riparlarne”. Una cosa è certa: nell’audizione ci sono stati alcuni deputati, come Gianfranco Giovanni Chiarelli (Forza Italia) che hanno espresso dubbi sul Daspo di gruppo, gli stessi dubbi di Gianluca Paparesta, presidente del Bari, anche lui ascoltato dalle commissioni.

“Lascia perplessi quest’applicazione del decreto – ha detto Paparesta – Io ero orgoglioso di vedere quanti tifosi del Bari c’erano a Frosinone, con un comportamento inoltre corretto, ma sono rimasto affranto quando ho saputo che c’erano stati degli incidenti dopo la partita. Se tra i mille tifosi che hanno seguito la squadra a Frosinone alcuni commettono degli atti, ebbene io non penso che sia giusto colpire con il provvedimento di Daspo tutto un gruppo. Da notizie di stampa, per ora, ho appreso che è stato applicato per la prima volta il criterio che è previsto da questo decreto: ma se molti tifosi si trovano insieme, non mi pare giusto che siano penalizzati tutti per i comportamenti di alcuni”.

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