Uno dei miracoli del governo di Mario Monti. La Nautica.

Antonello Angelini

La Germania , lo sappiamo tutti , ha basato il suo modello economico produttivo sull’ Export , invadendo con i suoi prodotti i mercati di tutto il mondo , ma soprattutto dei vicini di casa. Nello stesso momento l’ Italia ha iniziato a soffrire causa troppo import e calo dell‘ export dove gli Italiani erano maestri. Una altra cosa nella quale gli italiani erano maestri e dove invece oggi soffrono è nel turismo. Cosa è il turismo dall’ estero e come può essere classificato? Per me alla pari dell’ export perché sono risorse (soldi) che entrano nel paese da altri paesi e quindi possono pareggiare come effetto quello di una parte di import (ad esempio) . Un paese con migliaia di kilometri di coste, con le più belle montagne d’ Europa, con le città d’ arte e la campagna italiana , laghi e monumenti, dovrebbe fare di tutto per essere la meta privilegiata di tutti i turisti . Quindi grandi infrastrutture, aereoporti, treni, porti, hotel e taxi , il tutto magari a costi il più accessibili possibile. Ecco che in questo certamente l’ Italia non brilla. Infrastrutture ottime al nord ma pessime al sud, si pensi solo alla Salerno – Reggio Calabria o alle strade della Sicilia. Gli hotel sono carissimi . Colpa dell’ Euro , moneta forte , quando c’ era la Lira il turismo nel Belpaese era alla portata di molti, colpa forse degli operatori che in alcuni casi vogliono straguadagnare , ma anche di tasse . Come mai a Malta o in Portogallo o Grecia gli hotel costano meno? Sto facendo dei raffronti su paesi con l’ EURO perché sappiamo tutti che se l’ Italia non fosse dentro la eurozona i prezzi sarebbero più bassi del 20-30% seguendo il valore della moneta. Ecco che apprendo da Libero di qualche giorno fa che l’ IVA sul turismo nel Belpaese è del 10% in media e invece in Spagna del 6/8% in Spagna e del 5.5% in Francia che sono i nostri maggiori concorrenti assieme alla Grecia che ne fratttempo ha tagliato l’ IVA sui ristoranti del 10%. Ma la genialata delle genialate fu di Mario Monti il bocconiano che decise una lotta contro la nautica incappando in una delle batoste più grosse rimediate dal fisco italiano. Monti inventò una nuova tassa sulle barche la cosiddetta imposta sul possesso di unità da diporto. I geni del governo si attendevano un gettito dai 150 ai 200 milioni di euro annui. Ne incassarono 25. Una legge pagliacciata che ebbe , come risultato , combinata con l’ entrata delle barche nei redditometri , e con una campagna mediatica basata sull’ invidia sociale , vari effetti: 1 Un fuggi-fuggi generale delle barche di Italiani all’ estero con conseguente svuotamento dei porti italiani. 2-Crollo dei prezzi delle imbarcazioni e quindi se prima si vendeva una barca a 200.000 euro + iva oggi la stessa barca si vende a 100.000 + iva con rimessa per lo

stato (metà dell’ IVA incassata) . 3-Le barche italiane o straniere che cambiano destinazione per andare all’ estero, pagheranno ovviamente tutti i servizi all’ estero e quindi meccanici, rimessaggio, elettricisti, porti etc. 4 Le barche che vanno all’ estero fanno Gasolio all’ estero . Solo i geni dei consulenti di Monti potevano pensare che gli appassionati di nautica italiani restassero inermi a farsi tassare. E quando vediamo quei barconi che fanno 5000 o magari 50.000 euro di gasolio , dovremmo tutti ricordarci che il 60% di quella cifra va alla collettività, alle tasse. Grazie e bravi , dovremmo dire, stai pagando tasse anche per ospedali e scuole , invece di additare il proprietario come uno che “ chissà come ha fatto i soldi”. Oggi quelli scappati all’ estero e quelli stranieri che non sono più venuti (Costa Smeralda vuota da anni) pagano le accise sul carburante in Francia, Croazia , Grecia o Montenegro. E gli Italiani che sono in Costa Smeralda o in Liguria vanno a fare il pieno a poche miglia in Corsica o Costa Azzurra dove le accise sono meno e il gasolio costa 1.400 circa. 4 L’ indotto della nautica , ristoranti sui porti, auto in affitto, shopping, posti di lavoro per marinai , supermarket .. si è dimezzato. Chiedere ai ristoratori e albergatori in Sardegna , il più bel posto al mondo purtroppo ormai mezzo vuoto. Adesso ci vorrebbe una bella campagna per far tornare le barche qui ma come? Facendole uscire dal redditometro per esempio (per quel che riguarda gli italiani), detassando i porti, abbassando le accise sul prezzo del carburante per tenere il costo ad un livello concorrenziale con la Francia, detassando il lavoro a bordo delle barche . Perché le barche che abbiamo perso, non sono quelle piccole entro i 12 metri. Abbiamo perso quelle grosse che avendo equipaggio a bordo si spostano facilmente da una costa all’ altra . Ovvio che chi ha il gommone o la barchetta a vela di 10 metri non se lo porta in Costa Azzurra o in Grecia, ma chi ha la barca di 20 si. Diamo la possibilità di dare in affitto la barca senza dover creare società di noleggio che hanno costi? (in parte è stato fatto).Abbassiamo l’ IVA sulle barche , diamo la possibilità di portarle a costi (almeno parzialmente ) delle società come spese di rappresentanza. Ricordiamoci inoltre che causa crisi nautica moltissimi cantieri hanno chiuso, stanno per chiudere con conseguenti licenziamenti e cassa integrazione a spese della collettività, o sono stati svenduti all’ estero. Gli italiani sono tra i più importanti costruttori di barche al mondo pensiamo solo a tutti i brand italiani (ora molti proprietà estera) da Benetti, Cantieri di Pisa, Mangusta, Gobbi, Aprea , Ferretti,Rizzardi , Itama, Baia, Tornado, Pershing, Riva, Cantieri di Sarnico, Canados e altri cento. Siamo da sempre i geni della nautica e Monti –Tafazzi è riuscito anche in questa difficilissima impresa : distruggere uno dei settori dove gli italiani primeggiavano. Voi immaginate se il governo francese facesse la guerra allo

Champagne? Oppure se il governo inglese facesse la guerra alle banche d’ affari? O il governo Danese facesse la guerra contro la Carne? Oppure magari se il governo tedesco si mettesse a fare la battaglia contro le auto di grossa cilindrata? Come li chiamereste?

Antonello Angelini