Ucraina: nuove sanzioni Ue-Usa Putin “Pronti a rispondere”

VLADIMIR PUTIN 3

I Ventotto hanno dato il loro ultimo via libera formale al nuovo pacchetto di sanzioni economiche contro la Russia. E’ quanto si apprende a Bruxelles.
Le sanzioni entreranno in vigore domani e a breve e’ attesa una comunicazione del presidente del Consiglio europeo uscente Herman Van Rompuy.

Il pacchetto di misure adottate dai paesi dell’Unione europea lunedi’ scorso entreranno in vigore martedi’ 12 settembre, si legge in una dichiarazione del presidente Herman Van Rompuy. “Allo stesso tempo, la mia idea e’ che il Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper) presenti entro la fine del mese una revisione completa dell’attuazione del piano di pace sulla base di una valutazione effettuata dal Servizio europeo di azione esterna.

Abbiamo gia’ sottolineato la reversibilita’ e la possibilita’ di aumentare le nostre misure restrittive – ricorda Van Rompuy – e quindi, alla luce della revisione e se la situazione sul terreno lo consente, la Commissione e il Seae sono invitati a farsi avanti con proposte per modificare, sospendere o abrogare il pacchetto di sanzioni in vigore, completamente o solo in parte”. Queste eventuali proposte, conclude la dichiarazione del presidente, saranno esaminate dal Consiglio “urgentemente, con l’obiettivo di agire se necessario”.

La Russia ha bollato come “illegittime” ed un atto ostile la nuova tornata di sanzioni Ue, approvate l’8 settembre ma la cui entrata in vigore e’ stata di fatto rimandata a domani. Mosca ha fatto sapere che ha gia’ pronte le misure necessarie per rispondere ai Ventotto ma spera che il buon senso prevarra’ tra gli occidentali. La Russia avverte poi la Nato che reagira adeguatamente all’espansione delle infrastrutture dell’Alleanza verso i suoi confini.

Lo ha annunciato il ministero degli Esteri. Il riferimento e’ alle nuove basi in Polonia che al summit di Newport in Galles la Nato ha deciso di creare una “forza di reazione rapida” di 4.000 soldati, una “punta di lancio” per reaggire entro 48 ore ad una minaccia ad uno qualunque dei 28 Paesi membri, escludendo quindi l’Ucraina.

AGI