Ucraina nel caos scontri al confine Rapiti dai filorussi 13 osservatori Osce

KIEV

MOSCA La Russia «vuole la Terza guerra mondiale». Questa la conclusione a cui è arrivato il premier ucraino Arsenij Jatseniuk. Durissime sono state le sue parole davanti al Consiglio dei ministri, facendo un resoconto sull’applicazione dell’accordo di Ginevra, siglato appena nove giorni fa. Parole arrivate dopo la distruzione di un elicottero nell’Est da parte dei filorussi e il fermo di 13 osservatori dell’Osce. Oltre agli scontri che sarebbero in atto in alcune zone di confine. «L’Ucraina – ha osservato il primo ministro – ha compiuto passi chiari verso la stabilizzazione. Chi, invece, ha messo le Forze armate in massima allerta è la Russia». Mosca è stata accusata di «esportare il terrorismo» e di aver dispiegato «unità speciali che dirigono» gli insorti. Gli obiettivi del Cremlino, secondo Jatseniuk, sono tre: «non far svolgere le presidenziali» previste per il 25 maggio, «rovesciare il governo pro-europeo», «conquistare l’Ucraina militarmente o politicamente». Non è la prima volta che Arsenij Jatseniuk, che oggi a Roma incontrerà Matteo Renzi, usa toni del genere: la Russia è stata spesso da lui in passato paragonata a «un gangster armato fino ai denti». Questa del premier ucraino sembra la risposta alle osservazioni del presidente Putin e del ministro degli Esteri Lavrov dei giorni scorsi. Mosca ritiene che la cosiddetta “operazione anti-terrorismo”, lanciata in Donbass dalla “giunta” con l’utilizzo dell’Esercito (vietato dalla legge ucraina) «contro il proprio popolo» sia roba «da criminali» e i responsabili di tale scelta «ne risponderanno». 
LA STRATEGIA
In sostanza il Cremlino sta dettando a Kiev le regole dello scontro, che deve rimanere di tipo “convenzionale”, se si può usare questo termine. Non appena il governo centrale ha messo in campo le Forze armate – e non le unità speciali di polizia – Mosca ha dato il via a manovre militari imponenti lungo il vicino confine, tanto da far intendere che un’invasione fosse imminente. Il messaggio dei russi è chiaro: state lontano da Slavjansk, caposaldo dei ribelli. E infatti gli ucraini hanno cambiato tattica, scegliendo ieri di circondarlo e di non assaltarlo, come avevano tentato invano di farlo giovedì. Due sono gli episodi che si evidenziano sul terreno. Il primo riguarda sette osservatori dell’Osce – l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa – incaricati di controllare l’applicazione dell’accordo di Ginevra. Alle 11,40 il loro autobus – all’interno del quale erano presenti anche alcuni ufficiali ucraini – è stato fermato all’ingresso di Slavjansk. I filo-russi hanno impiegato ore per identificarli, mentre Kiev ha subito parlato di «rapimento». Tutti i tentativi di mettersi in contatto telefonicamente dall’estero con i membri della missione internazionale sono stati infruttuosi. Come raccontava proprio ieri mattina alla Radio di Stato svizzera il segretario dell’Osce, Lamberto Zannier: «Il nostro ruolo è di guardare e riferire. A Slavjansk abbiamo già parlato con l’autonominatosi sindaco». Il diplomatico italiano si lamentava della «guerra di propaganda», che complica la situazione. Centocinquanta sono oggi gli osservatori Osce in Ucraina orientale, ma presto diventeranno 300.
Il secondo episodio importante della giornata riguarda la distruzione di un elicottero ucraino Mi-8 nella base aerea di Kramatorsk. Da quanto si è appreso, il velivolo probabilmente era parcheggiato a terra e non era ancora in volo. Ma non ci sono conferme. Anche qui la situazione è assurda: le unità fedeli a Kiev sono dentro all’aerodromo circondate da un paio di settimane dalla milizie filo-russe. Che, dalle notizie ricevute, ieri, hanno aperto il fuoco dai tetti di alcune case. Invece che starsene tranquille sulle barricate, come fanno di solito. Una lettura preliminare degli avvenimenti sembra indicare la volontà ucraina di far apparire ancor più grave la delicatissima situazione per compattare gli occidentali nell’assunzione di sanzioni contro Mosca. E il Pentagono, quando in Italia era notte, ha denunciato: aerei russi hanno violato lo spazio aereo dell’Ucraina «in diverse occasioni» nelle ultime 24 ore. Un crescendo di tensione. 

IL MESSAGGERO