Tor Sapienza, i residenti cacciano i 5 Stelle: “Fate schifo tutti”

M5S, ALLE PROSSIME ELEZIONI SAREMO MAGGIORANZA ASSOLUTA

I cittadini di Tor Sapienza hanno contestato la senatrice del M5S, Paola Taverna, prima di riunirsi in vista della riunione che avranno domani mattina alle 8 con il sindaco di Roma, Ignazio Marino. “Noi non vogliamo esponenti politici”, ha detto un cittadino. “Non sono venuta qui per fare campagna elettorale”, ha replicato la parlamentare grillina. “Tu sei venuta qui perché ti hanno dato 5 giorni di sospensione, altrimenti con il c… che venivi”, è stata la risposta di una signora. “Non dovete fa così… Quando si spengono i riflettori qui ve se dimenticano“, è stato il monito della senatrice. “Non ci si dimenticano, sono 10 giorni che stiamo qui. Noi non vogliamo esponenti politici”, ha ribadito un cittadino. “E che sono un esponente politico?”, ha chiesto Taverna.

“E’ che il M5S è la Caritas?”, è stata la contro domanda del cittadino. E ancora la senatrice grillina: “Ti risulta che io vengo da Quarticciolo qui per farmi i c… miei o per risolvere i problemi del quartiere?”. La risposta del cittadino è con un’altra domanda: “Sì ma fino a lunedì ‘ndo stavi? Io voglio la gente de Quarticciolo”. Al che la parlamentare ha sbottato: “Ma io so’ la gente de Quarticciolo, non è che quando entro là dentro non sono più un cittadino. Io al Quarticciolo ce vivo, io ci sono sempre”. E ancora il cittadino: “Qua è stata cacciata via la Meloni, Borghezio. Qua non vogliamo la politica, non vogliamo accattonaggio di voti”. Nuova replica di Taverna: “Non ti puoi permettere di chiamarmi politico”. “A noi dei 3000 mila al mese che campi 10 persone non ce ne frega niente”. Per la Taverna “nun funziona così, io nun so’ un politico”. E, ad un signore piu’ anziano che cercava di parlarle, ha spiegato: “Non sono una senatrice mi devi chiamare Paola”.

Qualche minuto più tardi, passato il clamore, Taverna ha spiegato ai cronisti presenti che “queste persone non dovrebbero protestare qui o tirare i sassi. Dovrebbero andare in Consiglio comunale. Io abito qui vicino, questa zona la conosco, e sapevo che sarebbe successo tutto questo. Non sono come Salvini o la Meloni che di questa gente non gliene frega nulla e che domani saranno nelle loro case ai Parioli. Quando i riflettori su questa strada si spegneranno io sarò ancora qui”. Alla senatrice, così come ai consiglieri capitolini Enrico Stefano e Marcello De Vito, è stato quindi negato l’accesso alla riunione dei comitati. “Lo accetto – ha commentato Taverna prima di andare in visita al centro di accoglienza – e va bene così”.

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