“Sterminio di detenuti”, l’Onu accusa la Siria

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Lo Stato siriano ha condotto una politica di «sterminio di Stato» contro migliaia di detenuti. L’accusa al governo di Damasco arriva dal Consiglio per i diritti umani dell’Onu. L’indagine condotta dall’Onu sostiene che sia I governativi che i ribelli hanno commesso «possibili crimini di guerra».

Picchiati e lasciati morire di fame

Molti detenuti sono stati torturati, o picchia a morte, altri sono morti per mancanza di cibo, acqua, cure mediche. L’indagine è stata condotta con centinaia di interviste a testimoni diretti. Lo studio stima in «migliaia» i detenuti uccisi, la gran parte nelle prigioni di Stato o dei servizi di sicurezza di Damasco. Molti dei detenuti erano stati arrestati per la loro opposizione al regime o la «scarsa lealtà».

Massacro intenzionale

Sergio Pinheiro, che ha coordinato l’indagine, accusa il governo di aver intenzionalmente tenuto in prigionieri in condizioni tali da creare decessi di massa: «Questa azione equivale a uno stermino e a un crimine contro l’umanità».

Uccisioni di routine da parte dell’Isis. Il rapporto accusa anche le forze di opposizione di aver ucciso soldati governativi catturati, In particolare, i miliziani dello Stato islamico hanno creato vasti centri detenzione dove «la tortura e l’uccisione dei prigionieri sono routine».

La Stampa