Al via il nuovo sondaggio di Radio Radio e affaritaliani.it in collaborazione con Termometropolitico. Tutta la storia del megaimpianto sportivo di Tor di Valle per capire se la città è favorevole o contraria. Un’opera di pubblica utilità che fa sognare i tifosi e scatena gli ambientalisti… I risvolti economici e lo scontro tra i costruttori.

 

Una macchina da sport in grado di ospitare eventi 365 giorni l’anno; una gigantesca piazza commerciale che ha nel cuore addirittura un birrificio: un colosseo moderno da 52500 posti coperti con 7 mila posti auto. Sarà tutto dell’As Roma il nuovo stadio di Tor Di Valle per il quale la società Eurnova afferma di aver condotto un sondaggio tra i romani, tifosi e non, per misurare il gradimento dell’opera.

A oltre due anni di distanza dal 13 agosto 2013, giorno in cui James Pallotta ha ufficializzato la trasformazione di un sogno che risale addirittura al presidente Dino Viola, in un progetto esecutivo, affaritaliani.it e RadioRadio, in collaborazione con Termometropolitico lanciano il sondaggio per sapere, capire e conoscere le opinioni e i sentiment su quest’opera pubblica che ha appassionato e entusiasmato ma anche diviso la città tra chi la considera un’opera di pubblica utilità e chi invece la vede come una cattedrale sull’ansa del Tevere a Tor di Valle.

E, ancora, lo strano accordo ipotizzato tra la società che dovrà realizzarlo e la As Roma, i dubbi mai definitivamente sfatati sulla delicatezza idrogeologica dell’area, ma anche sugli effetti che il traffico porterà nel quadrante sud della città. Infine, la necessità che allo stadio si arrivi preferibilmente in treno, con l’obbligo di realizzare un prolungamento della linea B del metrò e il potenziamento della Roma-Lido.

Dietro lo stadio anche l’ombra di uno storico scontro tra imprenditori romani con Luca Parnasi che ha lanciato il guanto di sfida a Francesco Gaetano Caltagirone e gli inevitabili risvolti politici.

E poi l’impatto economico degli oltre 400 milioni di euro di investimenti: la Raptor Group di James Pallotta ha calcolato che per finanziare l’opera saranno realizzati un milione di metri cubi circa da destinare a uffici, negozi e hotel per un totale di 24 mesi di lavoro e circa 12 mila occupati. L’opera porta la firma di Daniel Libeskind, un’archistar di fama internazionale. Sue le torri alte 200 metri che svetteranno a Tor di Valle e destinate a cambiare lo skyline della città. Con queste cubature l’investimento salirà a 1,5 miliardi di euro.

Il sondaggio che affaritaliani.it e RadioRadio lanciano oggi sarà on line sino al 13 ottobre e punta a capire se romani e non ritengono opportuno che Roma abbia il terzo stadio dopo l’Olimpico e il Flaminio. Una domanda secca, per un campione di popolazione, anche non residente, al quale si chiede di esprimersi in maniera totalmente anonima.

VOTA QUI

logo

logo-noai

termometropolitico