Silvio e Matteo concedono il bis sulle riforme

BERLUSCONI_RENZI

Un faccia a faccia improvviso, anche se nell’aria da giorni. Ieri sera, quando erano da poco passate le 21, Silvio Berlusconi ha varcato i cancelli di Palazzo Chigi per incontrare nuovamente, a quasi tre mesi di distanza dal «patto del Nazareno», Matteo Renzi. Un incontro di due ore e mezza, con Gianni Letta e Verdini, mantenuto nello strettissimo riserbo fino all’immediata vigilia, anche perché il rischio di uno slittamento a oggi – a causa del ritardo con il quale il governo ha comunicato le nomine partecipate – ha sconsigliato anticipazioni. Tra i temi sul tavolo, oltre alle stesse nomine appena diramate da Palazzo Chigi (e per le quali, fanno sapere da Forza Italia, ci sarebbe stato anche il contributo dell’ex premier), c’è stato soprattutto il nodo delle riforme istituzionali, con il patto Pd-Forza Italia che, negli ultimi giorni, è sembrato scricchiolare. Berlusconi, in particolare, avrebbe ribadito al premier la sua lealtà. Ma, al tempo stesso, avrebbe posto dei paletti sui modelli immaginati da Renzi per il Senato e, novità degli ultimi giorni, anche per la legge elettorale. Il rischio che il sistema del ballottaggio, con una Forza Italia sempre più in crisi, possa favorire un duello tra i Democratici e Grillo avrebbe consigliato all’ex premier alcune modifiche all’intesa inizialmente siglata il 18 gennaio scorso. «Credo sia giusto sentirsi – ha commentato il sottosegretario Graziano Delrio – per non compromettere il cammino delle riforme, per proseguire questo cammino che così bene fa all’Italia». Ma l’incontro di Palazzo Chigi, chiesto da Berlusconi e tenutosi nell’appartamento del premier, è servito al leader di Forza Italia soprattutto per ribadire la sua centralità politica alla vigilia della decisione definitiva del Tribunale di Sorveglianza di Milano sulla pena che dovrà scontare nei prossimi dodici mesi. Da oggi, infatti, ogni giorno potrebbe essere quello del verdetto, con l’assegnazione pressoché sicura ai servizi sociali. Lungi dal farsi deprimere dalla scadenza – oltre che dall’addio di Paolo Bonaiuti e dai malumori di Sandro Bondi, dimessosi da amministratore unico del partito – Berlusconi è piombato a Roma con un giorno d’anticipo rispetto al programma e ha immediatamente convocato una riunione a Palazzo Grazioli per fare il punto sulle liste per le Europee. Il vertice decisivo sul nodo liste, in realtà, si terrà oggi a ora di pranzo, mentre Berlusconi ha annunciato che sarà lui in persona, in una conferenza stampa prevista giovedì pomeriggio, a comunicare i nomi dei «prescelti» e il programma per la campagna elettorale. Una campagna elettorale che, in ogni caso, dovrà per forza di cose essere «frenata», dato che l’ex Cavaliere non potrà battere troppo il tasto su uno dei suoi cavalli di battaglia, la magistratura, pena la revoca dell’affidamento in prova ai servizi sociali.

IL TEMPO