“Siete lesbiche? Niente casa popolare”: dipendente Atc rimosso

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Questa volta si sono presentate allo sportello forti di una legge, quella sulle Unioni Civili. Legge che garantisce ad Anna e Chiara, due nomi di fantasia, gli stessi diritti delle coppie etero. Peccato che allo sportello Atc si siano trovate lo stesso impiegato di tre mesi fa, quello che aveva rifiutato di accettare la domanda di ospitalità per permettere ad Anna, divorziata, disoccupata e con una figlia a carico, di ospitare sotto lo stesso tetto Chiara, sua moglie.
Tre mesi fa l’impiegato aveva accampato scuse, compresa l’impossibilità di accettare la domanda per la mancanza di una legge. Per fortuna erano intervenuti i colleghi che di nascosto avevano messo una pezza. Ora, invece, il colletto bianco dell’Atc paladino della famiglia tradizionale non ne ha proprio voluto sapere: «Non posso accettarla, faccio obiezione di coscienza», ha risposto l’addetto, che chiameremo Felice, all’inquilina. Questa volta le due non l’hanno presa bene: «È un nostro diritto, faremo querela, sporgeremo denuncia. È una vergogna». Nulla da fare: «Mi dichiaro obiettore», ha detto al dirigente l’impiegato piuttosto di lasciar fare ad un suo collega, forse confondendo la legge sulle Unioni Civili con quella sull’interruzione della gravidanza.
La vicenda, al contrario di tre mesi fa, non è rimasta al piano terra di corso Dante, ma è salita di piano, giorno dopo giorno, fino ad arrivare alle orecchie del presidente dell’Atc, Marcello Mazzù. Il numero uno dell’istituto che gestisce le case popolari quando è venuto a sapere dei contorni della vicenda ha convocato direttore, dirigente e impiegato. «Un comportamento inaccettabile», dice ora il presidente Mazzù che avrebbe preferito tenere la questione sottotraccia.
La notizia dell’apertura di un provvedimento disciplinare nei confronti dell’impiegato obiettore e la rimozione immediata dal suo incarico è passata di bocca in bocca, uscendo dalla sede di corso Dante. «Il comportamento dell’impiegato ha leso la dignità umana di due persone – sottolinea Mazzù – non può più stare a contatto con il pubblico». Sulla obiezione di coscienza rispetto alle legge sulle Unioni Civili Mazzù è categorico: «Non esiste nessuna obiezione di coscienze. L’Atc prevedeva già prima dell’approvazione della legge la possibilità di convivenza more uxorio per due persone dello stesso sesso». Passaggio che poi dà diritto all’inserimento nello stato di famiglia e alla possibilità di subentrare nel contratto di affitto della locazione, anche in caso di morte. «Avessi saputo prima delle resistenze dell’impiegato avrei già chiesto di rimuoverlo», dice il presidente.
Il colletto bianco, difensore delle coppie etero, si vedrà decurtato da subito lo stipendio perdendo l’indennità di sportello. E dovrà attendere la conclusione del provvedimento disciplinare, il primo dopo l’approvazione della legge sulle Unioni civili, per capire quanto gli costerà sia il suo comportamento sia il mancato rispetto delle procedure e delle regole già decise dall’Atc. «Mi auguro che la sanzione sia commisurata alla gravita del fatto», dice il presidente. Sarebbe stato uno smacco per l’istituto di corso Dante passare alle cronache come l’ente che rifiuta la convivenza di due donne dopo aver favorito da tempo esperimenti di mix sociale senza distinzioni di sesso.
Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco Fassino

Il nuovo episodio arriva a poche settimane dal caso di una coppia gay costretta a lasciare l’alloggio di via Paravia per lo stalking di un vicino di casa poi condannato

La Repubblica