Scandalo Fifa, Tavecchio: ”Il nostro candidato è Platini”

UEFA president Michel Platini smiles as he arrives at a press conference following an executive board meeting at the European football's goaverning body headquarters on June 16, 2011 in Nyon. Platini announced that the Champions League final will take place at London's Wembley Stadium in 2013, for the second time in three years, due to "the "exceptional circumstances" of the Football Association's 150th anniversary. Platini also announced that Toulouse and Saint-Etienne would host matches at the 2016 European Championship in France, having initially been placed on the reserve list.  AFP PHOTO / FABRICE COFFRINI

Sono già cominciate le grandi manovre che dovranno portare, nel prossimo marzo, all’elezione del successore di Joseph Blatter alla presidenza della Fifa. Siamo alle schermaglie iniziali, ma intanto una posizione chiara sta emergendo. Lo dice chiaramente il presidente della Federcalcio, Carlo Tavecchio: “Il nostro candidato è Michel Platini”. Il numero 1 del calcio italiano spinge quindi il presidente della Uefa, che ieri si è limitato a commentare le dimissioni di Blatter dicendo: “Decisione coraggiosa”. Tavecchio ha poi aggiunto: “Mi dispiace per Blatter sul piano personale ma in un congresso molto strano, dove non si è mai parlato di quanto accaduto, ho deciso di andare di concerto con la Uefa e non dare il mio voto a Blatter”. Spazio anche alla Nazionale: “Conte guiderà l’Italia agli Europei”, ha assicurato il n.1 di via Allegri.

PLATINI “PREOCCUPATO” MA RILANCIA –  Platini, da parte sua, non parla di possibili candidature: il presidente Uefa sta seguendo “con grande preoccupazione gli sviluppi delle indagini sulla corruzione della Fifa” ed ha deciso di rinviare la riunione Uefa in programma a Berlino nel fine settimana “E’ più saggio – le parole di Platini – prendersi del tempo per valutare la situazione in modo da assumere una posizione comune in merito”. Platini comunque prende tempo per preparare un rilancio in grande stile: una nazionale europea in più ai  mondiali invece che una in meno come voleva Blatter, intenzionato nei giorni scorsi a far calare di un’unità (da 13 a 12)i posti Uefa.

ZICO SI FA AVANTI – Intanto si fa avanti anche Zico. L’ex campione brasiliano, un passato in Italia con l’Udinese, confessa di essere pronto: ”Perché no? La mia vita è sempre stata legata al calcio. Sono stato ministro dello sport e penso che il calcio sia sopra la politica”. Attualmente allenatore dell’Indian Goa, Zico svela di aver avuto l’idea a pranzo con la moglie Sandra ed i figli, che lo hanno subito sostenuto in quella che potrebbe essere una sua nuova avventura: ”E’ ancora un’idea – aggiunge il brasiliano -, ancora non ho alcun supporto, ma se le corsa è aperta a tutti, potrei candidarmi. Il calcio è una passione che ho sempre coltivato con serietà e rispetto, in Brasile come in altri paesi”. Sull’argomento ha detto la sua anche Pelè, a margine della storica amichevole tra la nazionale cubana ed i New York Cosmos, squadra questa in cui ha militato in passato: ”E’ importante avere gente onesta. mi piace vedere il calcio avvicinare le persone e fermare le guerre. Questa è la mia posizione. Che cosa poi sia successo con la corruzione non e’ un mio problema”.

MERKEL: “ORA SERVE TRASPARENZA” – “Penso che sia più possibile adesso lavorare sulla base della trasparenza”. Lo ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel, in conferenza stampa col presidente egiziano, rispondendo a una domanda sulle dimissioni di Blatter. “È una buona notizia per miliardi di tifosi, ai quali appartengo anche io, se l’organizzazione mondiale che rappresenta il calcio lavora secondo i parametri che tutti auspicheremmo”.

PRINCIPE ALI PRONTO A RICANDIDARSI – Il principe Ali Bin Al Hussein di Giordania, battuto da Blatter al primo turno delle elezioni presidenziali della settimana scorsa con 133 voti contro 73, potrebbe ricandidarsi alla guida della Fifa dopo le dimissioni del 79enne dirigente svizzero. “Penso sia la scelta giusta da parte di Blatter e penso che dobbiamo guardare al futuro”, ha detto alla Cnn. “Io sono sempre pronto per servire il calcio e penso che sia la cosa più importante lavorare molto per riformare questa organizzazione. Sono a disposizione delle federazioni nazionali”, ha conluso il principe Ali.

LA LISTA DELL’INTERPOL – Intanto l’Interpol ha emesso mandati di cattura internazionali per due ex dirigenti Fifa e quattro manager su richiesta delle autorità Usa che indagano sullo scandalo corruzione ai vertici del calcio mondiale. L’organizzazione internazionale per la cooperazione tra polizie ha diramato la cosiddetta “allerta rossa” per l’ex presidente della Concacaf, Jack Warner, e per l’ex presidente della Conmeibol sudamericana, Nicolas Leoz, a cui si aggiungono Alejandro Burzaco, Hugo Jinkis e Mariano Jinkis, tre manager che si occupano di sponsorizzazioni e media, e del brasiliano Jose’ Margulies, responsabile di due societa’ offshore che operano nel campo dei diritti tv.

VALCKE: “IO NON MI DIMETTO” –  “Non ho nulla da rimproverarmi. Sono completamente innocente e non mi dimetto”. Il francese Jérôme Valcke, segretario generale della Fifa, ai  microfoni della Radio ‘France Info’ annuncia di non voler seguire l’esempio di Joseph Blatter. “Il nuovo presidente deciderà chi vuole come segretario”, aggiunge Valcke.

INDAGINI ANCHE SUI MONDIALI DI RUSSIA E QATAR – Le autorità americane, inclusa l’Fbi, stanno indagando su come la Fifa abbia assegnato i Mondiali del 2018 e del 2022 rispettivamente a Russia e Qatar. Lo affermano – secondo quanto riporta la stampa americana – fonti investigative statunitensi.

SUDAFRICA: “MAI PAGATO TANGENTI” – Il Sudafrica si difende: il ministro dello sport, Fikile Mbalula, ha chiarito che non c’è nulla di illegale sui 10 milioni di dollari dei quali si parla in questi giorni come prova delle tangenti per l’assegnazione dei Mondiali del 2010: “Quei 10 milioni di dollari sono stati pagati per un progetto” ha detto Mbalula nel corso di una conferenza stampa. “Chi fornisce queste informazioni deve anche dare le prove”.

IL VENEZUELA SPINGE PER MARADONA – Dal Venezuela, invece, arriva una proposta che sembra piuttosto una provocazione. La lancia il presidente del Paese, Nicolas Maduro: ”Maradona avrebbe dovuto essere il presidente della Fifa, per anni ha denunciato qualcosa che non andava e lo hanno minacciato, lo hanno deriso. La Fifa dovrebbe essere guidata da giocatori, non da burocrati che vivono sulla corruzione. E’ il momento per la giustizia”.

ABETE: ”PLATINI E L’ITALIA ESCONO VINCENTI” – Parlando dei dirigenti italiani, il presidente del Coni, Giovanni Malagò, commenta così il passo indietro di Blatter: ”Rispetto la sua scelta, però in ottica candidatura olimpica a noi interessa il Blatter membro Cio non il Blatter presidente della Fifa. I rapporti con Blatter erano e restano ottimi, in modo particolare con Montezemolo”. L’ex presidente della

Figc e attuale vice-presidente della Uefa, Giancarlo Abete, è sorpreso: ”Non mi aspettavo le dimissioni di Blatter, però sono il frutto di una decisione giusta. Questo legittima ancora di più la posizione della Uefa, che aveva chiesto un rinvio delle elezioni. Da questa situazione esce vincente Platini, esce vincente l’Uefa, la posizione italiana perché si è seguito un percorso lineare”.

La Repubblica