Sangue e terrore a Bruxelles, 31 morti e 250 feriti

Bruxelles

Bruxelles – Bruxelles e’ di nuovo paralizzata, quattro mesi dopo gli attentati di Parigi, ma questa volta non c’e’ spazio per le polemiche: tre bombe sono esplose questa mattina, due all’aeroporto e una nella metropolitana, causando più di 30 morti e portando il terrore nel cuore della capitale del Belgio e dell’Europa.

Le autorita’ belghe, accusate di eccessiva prudenza lo scorso novembre, hanno subito innalzato il livello di allarme a 4, il massimo, avviando perquisizioni a tappeto e creando perimetri di sicurezza.

La dinamica degli attacchi – Pochi minuti dopo le 8, due esplosioni nella hall delle partenze all’aeroporto di Zaventem, a pochi chilometri dal centro della città, hanno provocato morti, feriti e il panico tra le migliaia di passeggeri in partenza e in arrivo nell’ora di punta di un affollatissimo martedì mattina in cui i viaggi per lavoro si mischiano con quelli per le vacanze di Pasqua.

A Zaventem una foto precedente all’attacco mostra tre “viaggiatori” che spingono dei carrelli con i loro “bagagli”: due di loro sono probabilmente i kamikaze che si sono fatti esplodere mentre il terzo, ha detto il procuratore federale, “e’ attivamente ricercato”.

Un’ora piu’ tardi, nell’affollatissima metro che viaggiava tra le stazioni di Maalbeek e quella di Arts-Loi, proprio sotto le istituzioni europee, un’altra esplosione ha seminato morte e terrore anche nel centro della città.

Secondo l’ultimo bilancio del Governo belga le vittime della strage sono 31 e 250 i feriti. Undici persone sono morte all’aeroporto, 20 alla stazione della metro. Lo ha detto la ministra della sanità, Maggie De Block. Tra i feriti gravi dell’attentato all’aeroporto ci sono tre missionari mormoni statunitensi. Ferito anche un componente dell’aeronautica Usa. Il Dipartimento di Stato non ha ancora dato notizie precise su eventuali vittime americane. Le notizie sono difuse dal quotidiano belga ‘Le Soir’.

Poco dopo e’ arrivata la presunta rivendicazione dell’Isis, prima in lingua inglese, successivamente, ma solo nel pomeriggio, in francese e in arabo: “Promettiamo agli Stati crociati che si sono alleati contro l’Isis giorni bui in risposta alla loro aggressione contro di noi”. Di certo, l’attacco è arrivato a meno di quattro giorni dall’arresto nel quartiere di Molenbeek di Salah Abdeslam, il kamikaze mancato di Parigi che per quattro mesi era stato l’uomo piu’ ricercato d’Europa.

Secondo alcuni media russi, tre cittadini bielorussi, Ivan e Alexei Dobvash e Marat Yunusov, sono sospettati di avere partecipato alla realizzazione degli attentati odierni. Yunusov sarebbe originario del Dagestan ed e’ in possesso della cittadinanza bielorussa e belga. Anche i servizi russi avevano segnalato a febbraio questi tre uomini alle autorita’ belghe.

“Siamo stati colpiti al cuore”, ha affermato il premier belga, Charles Michel. “A Zaventem e Maalbeek sono state spezzate vite di persone che si muovevano spensieratamente per andare a scuola e al lavoro, falciate dalla barbarie piu’ estrema”. “Il 22 marzo per il Belgio non sarà mai più una data come le altre”, ha dichiarato il re Filippo in un breve discorso alla nazione.

L’ambasciatore italiano Vincenzo Grassi ha detto di non avere al momento notizia di vittime italiane, ma l’identificazione è ancora in corso e, ha ricordato senza voler creare un eccessivo ottimismo, “moltissimi italiani vivono e lavorano in questo Paese”.

La città è rimasta per alcune ore completamente bloccata, e solo nel pomeriggio scuole e università sono state evacuate e i mezzi pubblici hanno ricominciato a funzionare “gradualmente”. L’aeroporto resterà chiuso anche domani. Mentre continuano le perquisizioni in “numerosi luoghi” del Paese, e in particolare nel quartiere di Schaarbeek, dove e’ stata trovata una bomba, materiale chimico e una bandiera dell’Isis, il Belgio e’ ripiombato nell’incubo terrorismo, a poco meno di due anni dall’attentato al museo ebraico di Bruxelles che per la prima volta accese i fari sulla minaccia jihadista nella capitale d’Europa.

DA TINTIN AL MANNEKEN PLUS, TWITTER SI FA BELGA: Da Tintin alle frites fino alla statua simbolo di Bruxelles, il Manneken Pis: dopo le stragi di Bruxelles, la solidarieta’ e il rifiuto del terrorismo corrono su Twitter anche attraverso i simboli piu’ amati del Belgio. Cosi’ in molti hanno scelto di condividere l’immagine di un Tintin in lacrime assieme al suo inseparabile cagnolino Milou. “Il Belgio piange i suoi bambini”, e’ la scritta che accompagna il giovane protagonista del celebre fumetto creato nel ’29 da Herge’.

Qualcun altro ha preferito esprimere la sua rabbia con una foto in cui le frites – le gustosissime patatine fritte onnipresenti nei chioschetti di Bruxelles – sono composte in una forma che ricorda il dito medio mentre sullo sfondo appaiono gli emblemi dell’Isis. Un gestaccio chiaramente rivolto a chi, ancora una volta, ha messo a ferro e fuoco la citta’ cuore dell’Europa.

Non poteva mancare anche il Manneken Pis, la statuetta in bronzo che sorge in una fontana al centro della capitale belga e rappresenta un “ragazzetto che fa pipi'”. Nei messaggi su Twitter questa icona dell’indipendenza di spirito dei fiamminghi urina sui simboli del terrorismo: un kalashnikov o un involto di dinamite.

AGI