Salvini rilancia la serrata contro Renzi. Meloni: “Ci stiamo”

MATTEO SALVINI

Il leader della Lega Nord Matteo Salvini rilancia la mobilitazione contro il governo annunciata per il 6, 7 e 8 novembre prossimi. Il segretario leghista ha in mente una “serrata” per bloccare l’Italia. “Disobbedienza pacifica contro un governo abusivo! – scrive oggi su Facebook -. P.s. Qualcuno comincia a preoccuparsi… Passaparola!”

L’iniziativa di Salvini ha per ora incassato il possibile sostegno di Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia e del cosiddetto “Esercito di Silvio”. “Per ora non sono molto chiari i contorni di questa iniziativa, ma se si tratterà di un’occasione seria per mandare a casa Renzi, Fratelli d’Italia ci sarà, come c’è sempre stata quando si è trattato di costruire un’alternativa alla sinistra che sta mettendo in ginocchio l’Italia”, ha detto la Meloni. “Proprio con la Lega abbiamo dato vita al Fronte anti Renzi che ha ottenuto ottimi risultati alle ultime elezioni regionali e siamo determinati a proseguire sulla strada dell’alternativa e della coerenza con proposte concrete per risolvere i problemi degli italiani”.

“A novembre l’Esercito di Silvio è pronto a scendere in piazza al fianco di Salvini e di tutti coloro che vorranno bloccare l’Italia per mandare a casa un governo inetto e ridare la parola agli elettori. L’Italia si salva col coraggio”, ha detto Simone Furlan, membro dell’ufficio di presidenza di Forza Italia e leader dell’Esercito di Silvio. “L’Italia è al collasso, la disoccupazione è ai massimi livelli, continuano i fallimenti delle aziende e i suicidi degli imprenditori schiacciati dalla crisi nel silenzio totale del governo, gli italiani faticano ad arrivare alla fine del mese e vengono considerati ultimi privilegiando l’orda di clandestini che arrivano grazie ad una immigrazione selvaggia divenuta un fenomeno ormai fuori controllo”.

Di diverso avviso Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “Fermare l’Italia per tre giorni a cosa serve? Io farei piuttosto una marcia su Berlino, perché la chiave di tutto è la Germania. E questa marcia dovrebbe partire dal Parlamento, con un forte mandato delle Camere al premier pro tempore. Questa sarebbe una cosa seria. Il resto è propaganda”, conclude Brunetta.

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