Roma, manifestazione anti-immigrati di residenti e Casapound a Casale San Nicola: scontri

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Tensione a Casale San Nicola, lungo la Cassia, nella zona nord di Roma. Braccia alzate e tricolore alla mano residenti e Casapound protestano contro l’arrivo di un centinaio di profughi nella ex scuola Socrate, che oramai tutti i segnali danno per imminente.

La polizia sta tentando di sgomberare il blocco, ma alcune donne si sono sdraiate a terra. Poco dopo i manifestanti e la polizia sono venuti in contatto. Sedie e altri oggetti sono stati lanciati contro i poliziotti, balle di fieno e cassonetti sono stati dati alle fiamme. Gli agenti hanno risposto con i manganelli. Militanti di Casapound hanno indossato i caschi e hanno fronteggiato gli agenti. Alcuni uomini sono stati portati via per essere identificati.

Nel frattempo il pullman con i profughi si è avvicinato alla zona del centro. Ed è lì che la tensione è arrivata alle stelle.

Il prefetto di Roma, Franco Gabrielli, ha affermato: «Abbiamo inviato 19 richiedenti asilo» per alloggiare nel centro a Casale San Nicola «ma i residenti della zona stanno facendo un blocco stradale per evitarlo. Ovviamente queste persone entreranno nel centro». Come? «Rimuovendo il blocco. Noi non faremo nessun passo indietro».

Al momento sono presenti un centinaio di manifestanti, sorvegliati da 30 poliziotti schierati in assetto antisommossa.

Alcune voci affermano che il pullman che trasporta i migranti che dovrebbero prendere posto negli alloggi sia al momento fermo in una zona vicina al centro ma nascosta ai manifestanti.

Intanto si sono registrati dei momenti di tensione quando una mini scura, in uscita dal comprensorio, ha sfondato la barriera dei manifestanti ferendo un’anziana a un ginocchio. L’auto è stata prontamente fermata dalla polizia.

«Nello spiazzo davanti alla struttura che dovrebbe ospitare i rifugiati, dove i cittadini sono in presidio permanente da quasi tre mesi, sono arrivati i blindati delle forze dell’ordine – fa sapere CasaPound Italia – Le 250 famiglie del piccolo comprensorio tra la via Braccianese e la Storta, al confine tra XIV e XV Municipio, ritengono non solo l’edificio e la zona – molto isolata – inadeguate all’accoglienza, ma temono che l’arrivo di cento migranti su una popolazione di poco più 400 persone, finisca col diventare una vera e propria ‘invasionè, ingestibile dal punto di vista della sicurezza. Per questo sono determinati a non smettere di lottare neanche adesso, quando di fronte a loro vedono schierate con grande imponenza di mezzi le forze dell’ordine. Una protesta pacifica, certamente, ma che non si arresterà fino a quando non si avrà la certezza che Casale San Nicola resterà a loro».

Fonte: Il Messaggero