Roma-Juve da paura. Anticipata per finta

ROMA  ATALANTA

Una «trattativa» dopo l’altra. Se a influenzare il fischio d’inizio della finale di Coppa Italia di sabato sera erano stati gli ultrà del Napoli capeggiati dall’ormai famoso Genny a’ Carogna, a pesare sull’orario di Roma-Juventus in programma domenica all’Olimpico sono state invece le esigenze televisive, croce e delizia del calcio di oggi.

Fischio d’inizio: ore 17.45. È questa la decisione del prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, maturata dopo l’incontro di ieri con Lega calcio, Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive e i rappresentanti provinciali delle forze di polizia. Sul tavolo le preoccupazioni per l’ordine pubblico dopo gli spari dell’Olimpico e il clima avvelenato di questi giorni. Tra i timori quello della presenza di ultrà del Napoli infiltrati tra le fila dei supporter bianconeri per «vendicare» i feriti di sabato per mano del romanista Daniele De Santis. Eventualità ancora più concreta dopo i cori sentiti al San Paolo l’altra sera: «Non finisce così».

Prima del vertice l’ipotesi più accreditata per l’inizio della gara era quella della fascia oraria compresa tra le 13 e le 16. Una forbice che avrebbe consentito un controllo delle zone a rischio più agevole rispetto alle ore serali e garantito visibilità agli elicotteri della polizia anche nelle ore immediatamente successive al fischio finale. Decisione che però avrebbe penalizzato gli ascolti televisivi di una delle partite più attese dell’anno: nonostante lo scudetto già messo in bacheca i bianconeri vogliono toccare quota cento punti in campionato e la sfida con gli arcirivali giallorossi – desiderosi di guastare la festa – rappresenta un crocevia importante per il record. Non è un mistero che l’orario pomeridiano fosse particolarmente indigesto a Sky e Mediaset. Ecco allora che spunta lo strano compromesso 17:45, dove la mancata cifra tonda è la ferita lasciata da un braccio di ferro all’ultimo minuto. Una trattativa che ricorda quella precedente al derby dell’Olimpico del 26 maggio, un Roma-Lazio ad alta tensione con in palio la Coppa Italia, poi alzata al cielo dai biancocelesti. In quell’occasione il braccio di ferro durò settimane, con un risultato quasi analogo ma più «rotondo» rispetto a quello di ieri: fischio d’inizio alle 18. Sullo sfondo la pace tra il club giallorosso e Sky dopo le frizioni sul caso della squalifica di Mattia Destro. Nelle ultime due partite di Serie A contro Juventus e Genoa la Roma scenderà in campo proprio con il logo della tv di Murdoch stampato sulla maglia. A dimostrazione di quanto valore abbia per Sky la partita tra le miliori squadre del campionato. E quanto ci abbia investito.

Sulla gara di domenica, però, oggi ci sarà una nuova riunione, con il sindaco Ignazio Marino, il prefetto, il questore e il comandante provinciale dei carabinieri. «Non sono preoccupato perché ho avuto una serie di incontri con prefetto e questore – ha commentato il primo cittadino – Giungeranno a Roma un migliaio di uomini delle forze di polizia da altre città. Un modo per affermare come Roma sia una città “straordinaria” e necessiti di risorse “straordinarie”». Tv e casse comunali a parte, a riportare la discussione sul piano sportivo ci ha pensato Giovanni Malagò. «Se anticipare Roma-Juve è l’ennesima sconfitta del calcio? – ha risposto ai cronisti il presidente del Coni – Quando uno deve cambiare qualche cosa in corso d’opera non è mai una bella cosa. È chiaro che probabilmente si è fatta una valutazione che porta a risolvere un problema anziché averne qualcun altro».

IL TEMPO