Risparmi Milan: è davvero dura trattenere Ricky

LAZIO MILAN

A volte i sentimenti non bastano. Ne sanno qualcosa Ricky Kakà e Adriano Galliani, a rischio separazione tra due mesi per motivi di natura essenzialmente economica. Nessuno dei due vorrebbe fare questo passo. Del resto a fine agosto l’ex Pallone d’oro aveva ceduto al corteggiamento dell’a.d. rossonero proprio perché era animato dalla voglia di aprire un nuovo ciclo in rossonero. Così fu possibile l’operazione a costo zero per il cartellino, con drastico ridimensionamento dello stipendio: sceso da 10 a 4 milioni di euro netti a stagione.

Risparmi Ma ora, senza Champions League, il Milan non può più permettersi certi lussi. All’orizzonte c’è una generalizzata spending review che dovrà portare a una serie di rinunce significative. E Kakà già da mesi ha delle opportunità importanti negli Stati Uniti. Lì gli propongono ricchi progetti pluriennali e la prospettiva di esperienze di vita nuove. Galliani lo sa bene, ma spera che prevalga l’attaccamento ai colori rossoneri e il felice ambientamento della sua famiglia a Milano. Ma basterà la prevedibile, reciproca, mozione d’affetti? La razionalità va nella direzione opposta. Piuttosto è facile dedurre che la scelta del brasiliano sarà per certi versi obbligata, visto che da via Aldo Rossi non si segnalano controffensive.
Nessun rialzo Del resto nello scenario rossonero non c’è spazio per offerte al rialzo. Semmai prevarranno i sacrifici. Detto che, senza Champions League, tutti i contratti avranno una decurtazione automatica del 20%, vanno messe nel conto altre mosse per il contenimento dei costi. E questa strategia porterà fatalmente a una riduzione dell’attuale rosa. Ora come ora, a disposizione di Seedorf ci sono oltre 30 giocatori e a fine stagione torneranno alla base altri calciatori importanti, con contratti rilevanti. Ci riferiamo innanzitutto ad Alessandro Matri e Antonio Nocerino, rispettivamente in prestito alla Fiorentina e al West Ham. Ma sono a fine prestito anche Didac Vilà e Traore. Così come abbondano i prestiti di un bel po’ di giovani rossoneri. Si deduce, insomma, la necessità di un riordino a questo punto indispensabile. Dalla proprietà sono arrivate indicazioni precise al riguardo in vista della chiusura del prossimo bilancio di fine anno.

Stipendi alti in uscita A questo proposito va rammentato che il Milan, nell’orbita della galassia Finivest, è obbligato a fare i propri conti a cavallo delle due stagioni sportive. Tanto per fare un esempio al 30 giugno matureranno i costi di questa stagione che prevede per questi mesi una spesa intorno ai 50 milioni di euro. Non sarà così facile per il restante semestre comprimere le spese per il costo del lavoro, in presenza di contratti pluriennali. In questa prospettiva, insomma, sarà necessario mettere in vendita i calciatori con gli stipendi più ricchi. Sono esemplari al riguardo le posizioni di Robinho e Philippe Mexes. Il brasiliano è ancora legato al club rossonero da un biennale da 2,4 milioni, mentre il difensore francese è legato sino al 2015 con un salario da 4 milioni di euro. Nessuno dei due sembra avere un futuro tecnico soddisfacente in rossonero e sarebbe un sollievo non da poco alleggerirsi dei loro ingaggi. Magari la loro partenza potrebbe aiutare il club milanista a vagliare con maggior serenità il riscatto di Rami e Taarabt, rispettivamente in prestito dal Valencia e dal Qpr. Sono solo le punte dell’iceberg rossonero in vista di un’estate di sicuro movimentata.

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