Responsabilità dei giudici il governo accelera Testo pronto a fine mese

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«É un pasticcio che va rapidamente corretto», aveva dichiarato a caldo il ministro della Giustizia Andrea Orlando. Detto e fatto: nel pacchetto giustizia che verrà presentato dal Consiglio dei ministri il prossimo 27 giugno si metterà mano al tema della responsabilità civile dei magistrati. Lo scorso 11 giugno il governo, in occasione dell’esame della legge comunitaria, era stato battuto per 7 voti su un emendamento presentato dal leghista Gianluca Pini. Lo smacco su un tema così delicato fu grande. A favore dell’emendamento, complice il voto segreto, votarono, oltre a FI e al Carroccio, anche una trentina di franchi tiratori del Pd mentre i 5Stelle si astennero.
AZIONE DI RIVALSA

Il dibattito va avanti da anni. La legge Vassalli del 1988 prevede una clausola di salvaguardia per i magistrati in contrasto con le normative dei principali Paesi europei: il comitato dei ministri del Consiglio d’Europa ha sollecitato l’Italia: dobbiamo adeguarci. In materia di responsabilità civile dei magistrati il Pd ha presentato nell’autunno scorso una proposta di legge a firma dei deputati Leva, Verini, Rossomando e Ferranti. Il provvedimento varato dal governo verrà presentato nel consiglio dei ministri del 27 giugno, si ispirerà con ogni probabilità a quel testo: i cittadini potranno chiamare in causa i magistrati solo in caso di dolo e gravi violazione di norme del diritto. L’unico filtro di ammissibilità ai ricorsi sarà operato dalla Corte d’Appello per escludere i casi di manifesta infondatezza o l’intimidazione. Lo Stato, se condannato, potrà esercitare un’azione di rivalsa. L’altra strada, cambiare il testo in Senato con il voto palese è una strada in salita su cui pesano varie incognite. A partire dai numeri, la maggioranza è volatile.
PRESCRIZIONE BREVE

Domani è prevista l’audizione del ministro Orlando in commissione Giustizia alla Camera, la prima dopo «l’incidente». Nel pacchetto annunciato dal governo sono comprese norme sul falso in bilancio e sull’auto-riciclaggio. Anche sui tempi di prescrizione si registrano passi avanti. Il governo sembra aver sposato la proposta della Commissione Fiorella, composta da avvocati e magistrati. Sono previste varie «fasce» di prescrizioni a seconda della gravità dei reati; interruzioni dopo il rinvio a giudizio e termini sospesi dopo la condanna in primo grado.
Non si placa intanto la polemica sull’età pensionabile dei magistrati. Il presidente della commissione regolamento del Csm, Riccardo Fuzio, ha inoltrato al comitato di presidenza una «richiesta di apertura di pratica urgente». Premesso che la riduzione del limite dell’età pensionabile «incontra il favore della magistratura», si esprimono preoccupazioni sugli altri contenuti del decreto, sollevando eccezioni di incostituzionalità. Il decreto legge prevede il pensionamento immediato di magistrati compresi tra i 70 e i 66 anni. Se applicato indistintamente, ridurrebbe l’organico col rischio di una paralisi. 

Il Messaggero