Renzi: «Unioni civili entro aprile L’Italicum? Non voglio cambiarlo»

Matteo Renzi

«Costituzione violentata? No: è stata modificata con «una procedura democratica prevista dai costituenti». E dunque: «Perché definire violenza una riforma approvata seguendo le regole? Sono i parlamentari che cambiano la Costituzione, io non faccio parte della categoria».

La diretta su Facebook
Il premier Renzi è «in diretta» su Facebook (#Matteorisponde) poche ore dopo la trasformazione in legge del ddl Boschi, la riforma costituzionale. E già che è in argomento, il presidente del Consiglio ricorda «a tutti quelli che dicono “ma a te chi ti ha votato?”» un dato di fatto: «In 63 governi su 70 di vita repubblicana sapete quanti sono i presidenti eletti? Zero. Perché la Costituzione prevede che il presidente del Consiglio non sia eletto ma ottenga la fiducia delle Camere. La violenza è quella di chi accusa senza neanche leggere le regole». E in ogni caso, «la lotta politica non può tenere in ostaggio le prospettive del Paese. Si può parlare male dei partiti, del governo, del presidente del Consiglio. Ma dell’Italia no. Noi dobbiamo ridare la speranza e l’orgoglio di essere italiani. Poi, alle elezioni ognuno farà le sue valutazioni».

La legge elettorale
Sul nuovo assetto costituzionale «ci sarà un referendum, certo». Ma il premier ricorda: «Non sono io a farlo». E anche se condivide «che non debba diventare un plebiscito», non manifesta il minimo dubbio: «Lo vinciamo noi». Asciutto, secco addirittura, Renzi è con chi gli chiede della possibilità che possa cambiare anche la legge elettorale. La sinistra del Partito democratico vuole che sia modificato? «Io no». Punto.

La puntata al Salone del mobile
Renzi è appena rientrato a Roma da Milano, dove ha partecipato («Faccio la valletta») alla premiazione dei giovani designer internazionali al Salone del mobile. Anche lì, il capo del governo ha modo di parlare delle riforme appena approvate e dei progetti in corso. Per esempio, recluta il presidente di FederlegnoArredo Roberto Snaidero tra i legislatori: «Ho ricevuto da lui un emendamento, un sms, perché le leggi si fanno anche così». Spiega Renzi che «Snaidero ha chiesto più volte che potesse essere aumentato il plafond del bonus per le giovani coppie che acquistano arredamento, un incentivo per rimettere in moto i consumi interni». Perché «le leggi si fanno anche così. Grazie ai suggerimenti, alle iniziative, alla pressione del tutto legittima e democratica delle associazioni di categoria, il Parlamento nella sua autonomia e libertà ha portato il bonus a 16 mila euro per valorizzare la qualità italiana». Già che si parla di bonus, il premier coglie l’occasione per specificare che «per i giovani ci sarà tutti gli anni, non è una cosa solo per il 2016».

L’agenda politica
Ma nel corso della «diretta» Facebook Renzi tocca parecchi punti dell’agenda politica. Per esempio, le unioni civili: «Oggi si sono votati alcuni articoli. Se la settimana prossima si fa anche la notturna, entro il mese di aprile potremo firmare la legge sulle unioni civili». Sarà «un gran giorno — aggiunge il presidente del Consiglio — un giorno di festa per una legge che negli altri Paesi c’è e da noi non è ancora prevista».

La lotta all’evasione
Le domande di #Matteorisponde non sono tutte tenere. Per esempio, qualcuno gli chiede se «la lotta all’evasione vale anche per quelli che v’hanno arrestato o gli mandate lime nelle torte?». Renzi è liquidatorio, ma risponde: «I pregiudicati guidano altri partiti, non il nostro». C’è anche chi chiede a Renzi conto del suo stipendio: «Prendo 5.500 euro al mese, come dichiarazione dei redditi circa 100-105 mila euro, devo controllare, la metterò online. È giusto che sia reso pubblico quello che prende il presidente del Consiglio».

Corriere della Sera