Renzi in diretta su Facebook: «Probabile la fiducia sulle Unioni civili. Aiuto alle partite iva»

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«Il 9 maggio inizierà il voto sulle unioni civili; l’approvazione dipenderà se mettiamo la fiducia. Non lo abbiamo ancora deciso, non è sicura ma è probabile», ha detto il premier Matteo Renzi nel corso della diretta “#matteorisponde su Facebook.

«Sì al sostegno per le partite Iva: tra maggio e giugno con un provvedimento sulla competitività cercheremo di dare una mano più forte alle partite Iva», ha poi annunciato il premier.

«Abbassare l’Iva in questo momento non è la priorità. È stata aumentata per ultimo dal governo che mi ha preceduto, nel settembre 2013. Non ho condiviso quella scelta ma ora immaginare che avendo soldi per far risparmiare le tasse si vada sull’Iva è un errore tattico. Dobbiamo mettere più denari in mano ai lavoratori e consentire agli imprenditori di avere sconti fiscali se investono sulla propria azienda, non se portano i soldi a spasso», ha puntualizzato Renzi.

Il referendum sulle riforme costituzionali «riguarda punti specifici su cui si parla da 30 anni», come il superamento del bicameralismo perfetto, ha poi sottolineato il premier ribadendo che se vincerà il no si dimetterà.

«Io sono tra i pochi politici che dico quando perdo che ho perso. Altri quando perdono spiegano che hanno vinto», ha affermato Renzi. «Se il referendum vedrà sconfitto il si trarrò le conseguenze. So da dove vengo e so che la politica è servizio. Sto personalizzando? No, se perdi una sfida epocale che fai? Racconti che i cittadini hanno sbagliato? No hai sbagliato tu». Comunque, ha proseguito Renzi, il referendum «riguarda punti specifici di cui si parla da 30 anni, e alcuni dalla Costituente: superare il bicameralismo perfetto e ridurre il numero dei parlamentari; e non lo ha mai fatto nessuno. Se gli italiani diranno si tutto ciò diverrà realtà». «Io credo che il voto isì significhi “si cambia, si cresce”, significa che l’Italia non ferma le lancette della storia. È una grandissima opportunità per i cittadini. Se perdo però non resto attaccato alla seggiola», ha continuato.

«Stiamo cercando di fare un grande recupero di credibilità internazionale del Paese, soprattutto perché mentre noi allarghiamo i muri con la banda larga, altri costruiscono muri e chiudono confini, una cosa controtempo e totalmente slegati da qualsiasi tipo di realtà», ha poi sottolineato Renzi.

«Regole più dure? Noi ci siamo, non abbiamo paura. Non è mai troppo quello che si fa, siamo pronti a dare una mano, non solo alle amministrazioni locali», ha detto il premier. «Io credo che il controllo occorra ovunque. Regole dure le abbiamo già fatte ma sempre pronti a fare di più», ha affermato, rispondendo a una domanda di chi invoca più controllo sui reati nelle piccole amministrazioni.

«Ogni volta che emerge una storia di corruzione io mi indigno, mi arrabbio. Ma tutti dobbiamo riconoscere che ci sono distinzioni tra intere categorie e singoli o gruppi organizzati che commettono errori», ha osservato il premier. «Non si può sparare nel mucchio perché se dici che son tutti uguali poi i ladri la fanno franca. Guai a generalizzare perché chi generalizza fa il gioco di chi ruba», ha dichiarato.

«No, credo nel bipolarismo. Per questo credo nel Partito Democratico», ha poi scritto su Twitter il premier nel corso della diretta #Matteorisponde, in replica a chi gli domanda se l’antidoto ai populismi sia «un grande polo di centro».

«Lo stiamo già facendo e continueremo a farlo», così Renzi ha poi risposto a un tweet in cui gli si chiede di continuare a premere per ottenere la verità sull’omicidio di Giulio Regeni, e che l’Italia chieda agli altri Stati europei di fare lo stesso.

Infine c’è spazio anche per il calcio. «Non sono per la Juve ma riconosco che ha vinto uno scudetto gagliardo. Onore a Max Allegri e a tutte la sua squadra», ha detto il premier, mandando anche «in bocca al lupo a Renieri e al suo Leichester».

Quando ci sarà il nuovo ministro dello sviluppo economico? «Ne parleremo la settimana prossima».

Il Messaggero