Reja: non capisco i fischi

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«Ma de che stamo a parlà»: Edy Reja prova ad affidarsi al dialetto romanesco per spiegare il suo pensiero a volte poco comprensibile. Il tecnico della Lazio si gioca stasera a San Siro, nella notte dell’addio al calcio di Javier Zanetti (onore al capitano nerazzurro, applausi da tutti gli sportivi) contro un’Inter obbligata a vincere, le residue possibilità di agganciare un posticino nel preliminare di Europa League. Quasi impossibile a meno di due vittorie laziali e una serie di conicidenze favorevoli sugli altri campi. Inoltre stasera i biancocelesti ritrovano per la prima volta da avversario Hernanes, peraltro poco decisivo finora a Milano. Tant’è, ieri l’allenatore biancoceleste si è sfogato dopo le critiche continue dei tifosi più per le dichiarazioni pro-Lotito che per i risultati conseguiti da quando a gennaio è subentrato a Petkovic. «Bisogna cambiare atteggiamento – dice Reja – nei miei confronti. Ogni volta che allo stadio dicono il mio nome ci sono fischi. Vorrei sapere il perchè. Difficile prendere applausi alla Lazio in questi periodi ma io ho la gratificazione e il consenso di squadra, dirigenti e collaboratori». Ma quello che sta dando molto fastidio al tecnico sono i nomi di altri allenatori potenziali candidati alla sua panchina (Mihajlovic soprattutto). Lui è forte del suo contratto ma un ribaltone darebbe alla tifoseria la sensazione di una cambio di rotta. «Da qualche settimana – prosegue Reja – sento che deve arrivare un altro allenatore. Sono venuto e ci siamo salvati poi ci siamo classificati quarti: non so cosa si pretende. Non mi sembra che stiamo vivendo un ambiente particolarmente facile ma stiamo anche facendo risultati importanti». Poi è chiaro sul futuro, non vuole ruoli dietro alla scrivania: «Ho sempre fatto l’allenatore e mi sento ancora in condizione di poter dare qualcosa. Poi non dipende da me, il presidente a fine campionato trarrà le sue conclusioni, poi da lì ci vedremo e programmeremo il futuro». Spiega anche quella frase riportata fedelmente dal nostro giornale («La coperta corta? Le responsabilità sono di Lotito», aveva detto a Lazio Style Radio): «Quelle battute non mi sembra di averle fatte (sul nostro sito è ascoltabile l’audio, ndr), è stata una chiacchierata semplice, poi vengono fuori prese di posizione definite ma ormai non sono sorpreso per quanto leggo». C’è anche spazio per parlare dell’Inter: «Andiamo a Milano per battagliare, sportivamente parlando. Hernanes? Quello che ha fatto per la Lazio lo sapete tutti. Poi sento dire che con Reja non andava d’accordo, sono tutte chiacchiere da bar. Non posso dire se con lui raggiungevo questo obiettivo, io ho dovuto spesso inventarmi le formazioni e comunque i risultati sono sempre venuti». Non esistono controprove, intanto la Lazio è quasi fuori dall’Europa dopo tre stagioni, questa è una certezza così come gli infortuni di fine campionato. Non sarà che alcuni giocatori sono vecchi e cagionevoli visto che ogni anno accade la stessa storia?

IL TEMPO